Contraccezione gratis: petizione su Change.org è realtà in Emilia Romagna. Ma altrove ci si affida alla sorte…

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 22 giugno 2018 10:32 | Ultimo aggiornamento: 22 giugno 2018 11:12
Contraccezione gratis: petizione su Change.org è realtà in Emilia Romagna. Ma altrove ci si affida alla sorte...

Contraccezione gratis: petizione su Change.org è realtà in Emilia Romagna. Ma altrove ci si affida alla sorte…

MILANO –  L’estate è arrivata e qualche timido spot di contraccettivi si è affacciato alla tv in vista della stagione più calda, in tutti i sensi. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]
Eppure nel primo Paese europeo con un piano di vaccinazione pubblica gratuita contro il papilloma virus (HPV) la contraccezione è ben lungi dall’essere gratuita. Anche se potrebbe prevenire, attraverso l’uso del preservativo, papilloma virus, candida, clamydia, gonorrea, hiv e molte altre malattie sessualmente trasmissibili. E questo proprio nel momento in cui i rapporti non protetti sono la principale causa dei nuovi contagi da hiv. Per non parlare delle gravidanze indesiderate o degli aborti, che comunque non sono mai una passeggiata per nessuna donna.

Il profilattico è ritenuto troppo caro, la pillola viene vista come nociva per la salute. Così sono sempre di più i giovani e meno giovani che fanno a meno dei contraccettivi. Secondo i dati della Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostretricia, soltanto il 16% delle donne usa la pillola e il 42% delle ragazze sotto i 25 anni non ricorre ad alcun contraccettivo durante i primi rapporti sessuali.

A scoraggiare una situazione già drammatica c’hanno pensato le novità legislative: dal 2016 anche le ultime pillole sono a pagamento, dopo essere passate dalla fascia A alla fascia C. E così via con il coito interrotto (usato dal 17,5% delle donne in età fertile) o addirittura nessun tipo di precauzione (se mai il coito interrotto lo fosse).

In un Paese di tradizione cattolica si pensa che fermare la contraccezione possa fermare l’attività sessuale, ma i dati, ovviamente, dicono che così non è. E insieme alle malattie aumentano le gravidanze indesiderate, soprattutto tra le ragazzine, con dati che evidenziano come questa situazione sia più diffusa nelle regioni meridionali: da qui, fa sapere Sigo, provengono oltre la metà delle 7.819 mamme con meno di 19 anni, che hanno partorito nel 2014. Secondo l’europeo Contraception Atlas l’Italia, a livello di contraccezione, è allo stesso livello della Romania.

In questo quadro a tinte fosche è nato il Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole, che chiede “accesso gratuito ai mezzi contraccettivi per garantire a tutte e a tutti il diritto alla procreazione responsabile” e che ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org che ha già raggiunto oltre 62mila firme.

Ginecologi, epidemiologi e ostetriche del Comitato hanno l’obiettivo di estendere il modello Emilia Romagna a tutto il Paese. Sì, perché in questa regione i contraccettivi già oggi sono gratuiti o quasi. Gli under 26 e le donne disoccupate fino a 45 anni, comprese le richiedenti asilo, che si rivolgono al Servizio giovani dei consultori possono usufruire dell’esenzione dal pagamento o di ticket molto bassi. Un modello virtuoso, che però in Italia resta unico.