Coronavirus, Brusaferro (Iss) alla Camera: “Curva contagi in calo, ma siamo ancora in fase epidemica”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 7 Maggio 2020 16:39 | Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2020 16:39
Coronavirus, Brusaferro (Iss) alla Camera: "Curva contagi in calo, ma siamo ancora in fase epidemica"

Coronavirus, Brusaferro (Iss) alla Camera: “Curva contagi in calo, ma siamo ancora in fase epidemica”

ROMA – “La curva dei contagi è in calo ma siamo ancora nella fase epidemica”. Lo ha detto Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità in audizione alla Camera, in Commissione Affari Sociali. 

Brusaferro mette in guardia dai rischi della Fase 2 e spiega le iniziative volte al monitoraggio dei contatti interpersonali nell’ambito delle misure di sanità pubblica per il contrasto dell’emergenza coronavirus.

“Il numero decrescente dei casi è positivo – spiega – e frutto delle misure adottate ma ciò non toglie che abbiamo nuovi casi e stimiamo che la situazione del virus è presente nel Paese. Questo deve farci adottare tutte le misure per non far riprendere la curva dei contagi”.

“Conoscere quante sono le persone immuni è importante – ha aggiunto – Oggi sappiamo che la percentuale è molto bassa, con delle variazioni tra Regioni, ma globalmente siamo molto lontani dal 70-80%, che sono le soglie della cosiddetta immunità di gregge. Un obiettivo che si potrà raggiungere solo quando arriverà il vaccino”, precisa.

Secondo l’esperto “dovremo convivere con il virus nei prossimi mesi: verosimilmente prima dell’inizio del prossimo anno sarà molto difficile avere un vaccino in grado di garantire la copertura a tutti gli italiani che ne avranno bisogno”.

Quanto alla app per la tracciabilità dei contatti, specifica: “Le app possono riportare immediatamente le persone che hanno avuto un contatto con i positivi e possono tracciarlo e registrarlo nelle ultime 48 ore”.

“Questa funzione facilita l’opera di chi dopo deve fare l’intervista, ma non può sostituire chi deve fare le interviste, sono gli operatori a poter ricostruire la storia recente e la modalità con cui è avvenuto il contatto” con un caso di Covid-19.

In questo senso va il potenziamento degli operatori previsto dall’ultimo decreto del ministro della Salute, per il “monitoraggio stretto di quanto avviene a livello nazionale e soprattutto regionale, per intercettare precocemente eventuali focolai che possano poi facilitare la diffusione del virus”.

Quello delle Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, istituite per seguire i malati Covid in isolamento a casa, “è un tema fondamentale su cui investire – ha aggiunto – credo il Governo stia lavorando per investimenti specifici”. 

“E’ un tema da affrontare nella Fase 2, perché dobbiamo entrare nell’ottica che tutto l’anno in corso sarà caratterizzato dalla circolazione del virus”. (Fonti: Ansa, Adnkronos).