Coronavirus, Burioni: “Mortalità Lombardia più bassa di Madrid e New York”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Aprile 2020 12:48 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2020 13:29
burioni foto ansa

Coronavirus, Burioni: “Mortalità Lombardia più bassa di Madrid e New York” (nella foto Ansa Roberto Burioni)

​ROMA – La mortalità per coronavirus in Lombardia nei primi 30 giorni dell’epidemia è stata alta, superiore a quanto osservato a Parigi e Londra, ma molto inferiore, circa la metà, rispetto a New York e Madrid.  E’ quanto emerge da uno studio accettato dal prestigioso Lancet Public Health.

In particolare, spiega il virologo Roberto Burioni sul suo sito Medicalfacts, è stato valutato l’andamento dell’epidemia da coronavirus in realtà paragonabili dal punto di vista economico-commerciale: cinque in Europa (Lombardia, Ile-de-France/Parigi, Bruxelles-Capitale, Greater London/Londra e Comunidad autonoma de Madrid) e una negli Stati Uniti (New York Metropolitan Area).

I ricercatori hanno valutato l’evoluzione del tasso di mortalità nei primi 30 giorni dell’epidemia, a partire dal giorno in cui sono stati registrati i primi tre decessi.

Analizzando questo parametro, si sono accorti di come l’andamento della mortalità nei primi 30 giorni dell’epidemia in Lombardia sia stato sì superiore rispetto a quanto osservato a Parigi e a Londra, ma nettamente inferiore (circa la metà) rispetto a quanto osservato a New York e a Madrid.

Questo nonostante la Lombardia sia la prima regione dei Paesi Occidentali a essere stata duramente colpita, non potendo così usufruire di esperienze di contenimento già messe in pratica in realtà analoghe.

“Avendo considerato solo i primi trenta giorni dell’epidemia – spiega Burioni – non è possibile avere dati certi sull’impatto che le misure di contenimento locali e nazionali hanno avuto sulla diffusione dell’epidemia. È indubbia, però, la reazione in Lombardia in termini di aumento dei posti letto dedicati sia di tipo ordinario che in terapia intensiva. Questa semplice, ma sostanziale, osservazione dimostra quanto probabilmente non ha senso parlare di “Caso Lombardia” non più che parlare di “Caso New York” o “Caso Madrid”.

Prosegue Burioni: “Ha sicuramente senso, e lo avrà sempre più nelle prossime settimane, quando la vera emergenza sarà cessata, capire – oltre al vero numero dei morti per Covid-19 che permetteranno una più completa valutazione – cosa si poteva fare di più (in particolare negli ospedali all’inizio della epidemia e nelle residenze per anziani durante) e se si poteva fare meglio quanto messo in atto. Una cosa è certa, però: l’impatto dell’epidemia sulla Lombardia è stato devastante, ma, ciononostante, il sistema ha nel complesso retto. L’andamento delle ultime settimane lo sta dimostrando in modo chiaro”. 

Coronavirus, Arcuri: “In Lombardia 5 volte i morti della seconda guerra mondiale”. 

Pur essendo più bassa in Lombardia che altrove, il numero dei morti in Regione è stato comunque drammaticamente alto. A dirlo è il commissario all’emergenza Domenico Arcuri che fa un paragone con la seconda guerra mondiale: “Tra l’11 giugno 1940 e il 1 maggio 1945 a Milano sono morti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale 2 mila civili, in 5 anni; in due mesi in Lombardia per il coronavirus sono morte 11.851 civili, 5 volte di più. Un riferimento numerico clamoroso. Oltre alla solidarietà che dobbiamo ai lombardi e alla consapevolezza della gravità dell’emergenza in quelle terre, dobbiamo anche sapere che stiamo vivendo una grande tragedia, non l’abbiamo ancora sconfitta” (fonti: Ansa, Agi).