Coronavirus, Burioni: “Elevata carica virale anche nei pazienti senza sintomi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Febbraio 2020 15:11 | Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio 2020 15:11
Coronavirus, Burioni: "Elevata carica virale anche nei pazienti senza sintomi"

Coronavirus, Burioni: “Elevata carica virale anche nei pazienti senza sintomi” (Foto Ansa)

ROMA -“Chi torna dalla Cina deve stare in quarantena. Senza eccezioni. Spero che i politici lo capiscano perché le conseguenze di un errore sarebbero irreparabili”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni su Twitter commentando il caso del 38enne italiano positivo al Coronavirus in prognosi riservata all’ospedale di Codogno.

Solo qualche ora prima che arrivasse la notizia del ricovero del 38enne, Burioni aveva riportato sul suo sito, MedicalFacts, i risultati di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine che a detta del virologo dimostra come “la pericolosità di questo virus sta nella contagiosità degli asintomatici”. Il test è stato condotto su 18 individui (nove uomini e nove donne, età media 59 anni) di Zhuhai, di cui uno asintomatico che era stato in contatto con un paziente in cura per infezione da Covid-19. Per ogni paziente, si legge su MedicalFacts, “è stata rilevata la quantità di virus (in gergo si parla di carica virale) presente nel naso e nella gola, in vari giorni successivi alla prima comparsa dei sintomi. Per il soggetto asintomatico è stato fatto lo stesso, calcolando i giorni a partire dal contatto con un soggetto infetto”.

E’ “tecnicamente possibile” il contagio asintomatico del nuovo coronavirus. Lo sostiene il Prof. Massimo Galli dell’Università di Milano e primario di Malattie Infettive dell’ospedale Sacco. “Il contagio asintomatico è tecnicamente possibile, anche se non abbiamo informazioni sul modo in cui la liberazione del virus possa avvenire in una fase asintomatica”. 

Potrebbe essere questo il caso del 38enne di Codogno, attualmente ricoverato in gravi condizioni, che potrebbe essere stato contagiato da un collega asintomatico rientrato dalla Cina: forse era positivo senza saperlo, non mostrando sintomi come febbre o tosse. I due si sono incontrati ad una cena tra gennaio e febbraio.

Proprio all’ospedale Sacco di Milano sono ricoverati in isolamento la moglie del 38enne, che fa l’insegnante ed è incinta all’ottavo mese, e uno stretto conoscente. Entrambi sono risultati positivi ai test. In tutto sono sei i casi di coronavirus in Lombardia. Si tratta dei primi contagi avvenuti nel Paese e non importati.