Coronavirus, nuova terapia tentata in Campania. Eculizumab a 20 malati

di Alessandro Avico
Pubblicato il 8 Aprile 2020 17:19 | Ultimo aggiornamento: 8 Aprile 2020 17:25
Coronavirus, la Campania resta zona gialla. Per ora. Domani la verifica dei dati

Coronavirus, la Campania resta zona gialla. Per ora. Domani la verifica dei dati (foto Ansa)

ROMA – La terapia contro il coronavirus si sta già testando in Francia, ma negli ospedali di Pozzuoli, Ischia, Frattamaggiore e Giugliano dell’Asl Napoli 2 Nord è stata avviata una sperimentazione su venti pazienti, e questi nosocomi ora sono monitorati da un centro di ricerca di Boston.

Quei venti pazienti infatti sono attualmente il maggior numero di casi al mondo su cui si prova un approccio terapeutico con un farmaco statunitense, l’eculizumab, un anticorpo monoclonale prodotto con la tecnologia del dna ricombinante e approvato per il trattamento di malattie rara, la sindrome emolitico uremica atipica e l’emoglobinuria parossistica notturna, ora usato off label per contrastare il coronavirus.

Anche questo farmaco, come il tocilizumab sperimentato al Cotugno, combatte la risposta infiammatoria polmonare determinata dal Covid 19; nel caso dell’eculizumab, però, il farmaco non interviene nella parte finale del processo infiammatorio, ma a monte.

Il lavoro dell’Asl Napoli 2 Nord anticipa analoghe ricerche che stanno partendo negli Stati Uniti, con lo stesso tipo di farmaco. I primi risultati di questo studio saranno pubblicati già nei prossimi giorni su riviste scientifiche internazionali, a firma tra gli altri, di tre primari del Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli: Francesco Diurno, primario della Terapia Intensiva, Fabio Numis, primario della Medicina d’Urgenza, Gaetano Facchini, primario dell’Oncologia.

“Stiamo portando avanti un’analisi di real world sui nostri pazienti, utilizzando l’eculizumab dell’approccio di Boston – spiega Facchini, ricercatore appena trasferitosi dal Pascale, che ha già firmatario di 198 pubblicazioni scientifiche internazionali – ovviamente siamo ancora all’inizio, ma i primi risultati ci paiono molto interessanti. L’approccio terapeutico di Boston è stato messo a punto lo scorso 11 marzo con uno studio effettuato su due pazienti. Attualmente la nostra realtà è quella che sta analizzando la casistica più numerosa al mondo. Siamo molto fiduciosi”.

Il trattamento prevede 3 fiale a settimana per un massimo di quattro settimane. Il costo di un trattamento completo è di 73200 euro. La casa farmaceutica sta sostenendo la ricerca, assicurando gratuitamente la fornitura dei farmaci. E se in America il farmaco off laber è stato somministrato solo a pazienti non intubati, la sperimentazione napoletana lo ha utilizzato anche per alcune intubati da meno di 24 ore. All’anticorpo monoclonale, inoltre, qui viene integrato l’uso di anticoagulanti.

2Già dai primi casi trattati a metà marzo ci ha meravigliato vedere che alcuni pazienti con una condizione polmonare più compromessa presentavano meno difficoltà respiratorie di altri con i polmoni in uno stato migliore – sottolinea Diurno – tutti questi pazienti presentavano resistenze del circolo polmonare elevate. Abbiamo ipotizzato, allora, che il virus potesse provocare fenomeni trombotici nel microcircolo polmonare.

Da qui la scelta di una forte terapia anticoagulante adeguata. Intuizione confermata dalle prime autopsie su pazienti Covid effettuate in Emilia-Romagna Anche se siamo nelle prime fasi, ad oggi la combinazione degli anticoagulanti con l’Eculizumab ci sta dando risultati interessanti che vogliamo presentare e mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale”. (Fonte Agi).