Coronavirus: “Sempre più casi a bassa carica virale”. Il documento di Zangrillo e di altri 9 tra medici e ricercatori

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2020 15:55 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2020 19:47
Coronavirus a bassa carica virale? Per Zangrillo sì

Coronavirus a bassa carica virale? Nella foto Ansa Alberto Zangrillo, direttore del reparto di Rianimazione dell’ospedale S. Raffaele di Milano

ROMA  – Coronavirus: “Sempre più casi a bassa carica virale”. Il documento di Zangrillo di altri 9 tra medici e ricercatori

I dati virologici mostrano “un costante aumento di casi con bassa o molto bassa carica virale”.

“Sono in corso studi utili a spiegarne la ragione”.

A dirlo, in un documento comune, dieci medici e ricercatori, tra cui Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano.

Tra loro anche  Alberto Zangrillo, direttore del reparto di Rianimazione dell’ospedale S. Raffaele di Milano.

Nella lettera gli esperti segnalano anche come da tempo

“i dati clinici mostrino una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomi“, e il ricovero in ospedale sia diventato “ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici”.

Al momento la comunità “scientifica internazionale si sta interrogando sulla reale capacità delle persone asintomatiche o paucisintomatiche di trasmettere l’infezione”.

Coronavirus a bassa carica virale. Le altre firme

A firmare il documento anche Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova.

Presente anche Arnaldo Caruso, direttore del reparto di Microbiologia degli Spedali civili di Brescia, Massimo Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia del S. Raffaele.

Altri firmatari sono Luciano Gattinoni, direttore della terapia intensiva del Policlinico di Milano, Donato Greco, consulente dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Tra i firmatari anche Luca Lorini, direttore dell’unità di rianimazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Giorgio Palù, docente di Virologia dell’università di Padova.

E ancora: Roberto Rigoli, direttore del reparto di microbiologia dell’ospedale di Treviso (fonte: Ansa).