Coronavirus: contatto con 1,5 mln. Forse. Italiani boicottano ricerca

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Agosto 2020 10:28 | Ultimo aggiornamento: 4 Agosto 2020 10:28
Coronavirus: contatto con 1,5 mln. Forse. Italiani boicottano ricerca

Coronavirus: contatto con 1,5 mln. Forse. Italiani boicottano ricerca (Foto Ansa)

Coronavirus: contatto avvenuto tra virus e 1,5 milione di italiani. Forse. Forse non perché il numero fornito dall’Istat non sia esatto ma perché gli italiani hanno massicciamente boicottato la ricerca.

Coronavirus contatto, ma più della metà del campione statistico di popolazione si è sottratto, negato.

Così è accaduto che il tampone il il mitico sierologico, oggetto del desiderio di famiglie e categorie, amministrazioni e comitati, gente ed eletti, governi locali e imprenditori e maestranze, mamme e single…se proposti e forniti dallo Stato per una ricerca scientifica e collettiva sono diventati sospetti e da evitare.

SCHERMO ANTI RADIAZIONI

Un’immagine, una per tutte, tratta dalle più recenti cronache: piazza milanese della movida, ragazza non a caso senza mascherina, convinta del valore positivo e vitale del non indossarla, sicura che rischio non esiste. E sicura che rischio non esiste perché di questo rischio parlano le autorità, quindi se ne parlano le autorità il rischio è fasullo. Stessa ragazza parla invece allo smartphone con schermo dice lei anti radiazioni. Radiazioni? Dice la ragazza: è un rischio che c’è e c’è rischio di sicuro perché è un rischio di cui le autorità non parlano, anzi lo negano.

Quindi, e qui la ragazza si moltiplica e scompone in fall out di sentir comune, se lo Stato organizza un test su scala nazionale meglio non fidarsi. Il sierologico me lo faccio io, magari potessi farmi anche il tampone. La preoccupazione per la salute è viva e lotta nell’ambito personale, familiare, lavorativo. La salute collettiva, la salute di quella cosa chiamata società non è concetto che smuova o commuova.

BOICOTTAGGIO

Istat seleziona cittadini per test rilievo anticorpi per sapere dove e come si è mosso il virus? La metà e più del campione si sottrae, dice no, rifiuta. Per diffidenza verso lo Stato (hai visto mai ne viene qualche grana, qualche controllo?). Per istinto, indomabile istinto anti cosa pubblica. Per pigrizia, per ignoranza. Ma, soprattutto, perché nonostante tutta la retorica sul grande paese e grande popolo che saremmo, a moltissimi di questo popolo e di questo paese della salute degli altri frega nulla. E sono gli stessi moltissimi che proprio non riescono neanche a pensare il pur elementare pensiero per cui salute degli altri è salute tua e salute tua privata è direttamente proporzionale a salute della collettività.

Così non sappiamo esattamente quanto coronavirus si è diffuso in Italia dallo scorso inverno ad oggi. Approssimativamente per ogni diagnosi, per ogni ammalato diagnosticato come tale, almeno altri sei italiani sono stati toccati dal virus. Stima a spanne per colpa del boicottaggio della gente, stima probabilmente per difetto. Sapere di preciso non era uno sfizio, era geografia sanitaria per sapere come muoversi il prossimo di autunno/inverno.

CORONAVIRUS, CONTATTO AVVIENE IN FAMIGLIA, OSPEDALE; RISTORANTE

Coronavirus e 1,5 milioni di italiani, dove è avvenuto il contatto, dove coronavirus tocca prevalentemente popolazione?

Quattro volte su dieci in famiglia: un contagiato in famiglia contagia familiari. Non è una sentenza, 40 per cento non è cento per cento e quindi se il familiare ammalato viene tenuto in reale quarantena familiare il contagio tra parenti conviventi si può evitare. Ma è lì, in famiglia, che coronavirus moltiplica il più dei suoi contatti con umani.

E poi ovviamente in ospedale o comunque nei luoghi della sanità in cui convergono malati. Malati di coronavirus ma anche e soprattutto malato d’altro, organismo in difficoltà momentanea o debilitati maggiormente aggredibili dal virus. Le Case di Riposo, i Pronto Soccorso, gli Studi medici.

E poi i ristoranti, i ristoranti la parte per il tutto. I ristoranti e i locali dove si va a stare con la gente tra la gente. Dove ci si leva la mascherina, si sta a lungo. Ristoranti e tutto l’assimilabile: bar, pub, stabilimenti balneari, discoteche, concerti, movida stanziale o itinerante, feste casalinghe. Se vuoi incontrare coronavirus, se vuoi incontro ravvicinato di un qualche tipo, ecco la mappa di dove andare.