Coronavirus, primo caso documentato di danni alla tiroide a Pisa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2020 15:21 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2020 15:21
Coronavirus tiroide, anche ghiandola a rischio danni e infezione

Coronavirus tiroide, anche ghiandola a rischio danni e infezione (Foto archivio ANSA)

PISA – Il coronavirus può attaccare anche la tiroide e provocare una patologia infiammatoria della ghiandola.

Il primo caso documentato di tiroidite subacuta provocata dal covid-19 arriva da una paziente di Pisa, in Italia.

Tiroidite da coronavirus, primo caso documentato

La paziente aveva fatto i controlli della tiroide un mese prima di ammalarsi di coronavirus.

La donna risultava in salute e i controlli erano negativi.

Dopo essere guarita spontaneamente dal covid-19, però, ha iniziato a stare male.

La paziente accusava i sintomi di una tiroidite subacuta, cioè una patologia infiammatoria della tiroide.

L’azienda sanitaria di Pisa e gli endocrinologi dell’Università di Pisa hanno condotto uno studio clinico sul suo caso.

I medici hanno pubblicato i risultati sulla rivista Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism. 

L’autore dello studio è Alessandro Brancatella, medico specialista in endocrinologia e dottorando di ricerca a Pisa.

Del team fanno parte la biologa Debora Ricci, gli specializzandi Nicola Viola e Daniele Sgrò e i professori di endocrinologia Ferruccio Santini e Francesco Latrofa.

Tiroidite da coronavirus, i sintomi

Latrofa ha spiegato: “Ci sono molte prove a sostegno dell’eziologia virale o post virale della tiroidite subacuta”.

“Negli anni diversi virus sono stati associati a questa malattia, anche se ad oggi non era mai stato descritto nessun caso provocato da coronavirus”, ha aggiunto.

La tiroidite subacuta è caratterizzata da dolore al collo molto intenso, febbre e malessere.

Inoltre, presenta sintomi legati all’eccesso di ormoni tiroidei circolanti, come sudorazione, tachicardia e insonnia.

Per quanto riguarda la paziente in questione, la malattia è stata trattata con successo con i glucocorticoidi. (Fonte: ANSA)