Coronavirus: come distinguerlo da allergie respiratorie e asma. Il vademecum degli allergologi

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 14:38 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 14:38
Coronavirus: come distinguerlo da allergie respiratorie e asma. Il vademecum degli allergologi

Coronavirus: come distinguerlo da allergie respiratorie e asma. Il vademecum degli allergologi (Foto archivio Ansa)

ROMA  –  Niente febbre, ma raffreddore e congiuntivite: sono i sintomi più frequenti delle allergie respiratorie che solitamente sono assenti da quelli del coronavirus. Lo segnala l’Associazione allergologi immunologi territoriali e ospedalieri (Aaiito), che ha elaborato un piccolo vademecum in sei punti per distinguere i sintomi delle due patologie e rassicurare i pazienti allergici.

Secondo le linee guida internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) l’infezione da Covid-19 si manifesta principalmente con tre sintomi: febbre, tosse e mancanza di respiro (dispnea).

Le allergie respiratorie invece non sono caratterizzate da febbre, ma presentano nella quasi totalità dei casi raffreddore (prurito alle mucose nasali, naso che cola, starnutazione, ostruzione nasale) e congiuntivite (prurito agli occhi, occhi rossi, lacrimazione). Sintomi questi praticamente assenti nell’infezione da coronavirus, sottolinea l’Aaiito.

Il paziente con asma bronchiale, allergico e non-allergico, può avere tosse e dispnea (quasi sempre associati a sintomi nasali e oculari), che però si risolvono rapidamente con la terapia antiasmatica broncodilatatrice e anti-infiammatoria.

Non vi è invece alcuna evidenza che la rinite e l’asma siano un fattore di rischio per un’evoluzione più grave di una concomitante infezione da Covid-19.

La raccomandazione per tutti i pazienti allergici è dunque quella di continuare ad assumere la terapia per la rinite o l’asma senza interromperla.

Infine, conclude l’Aiito, è importante in questo particolare periodo tenere sotto controllo la propria allergia, perché ciò “può contribuire a limitare il contagio sia per gli altri, riducendo la starnutazione e la tosse, sia per se stessi, diminuendo il rischio che il prurito induca a toccarsi gli occhi e il naso”. (Fonte: Ansa)