Coronavirus può infettare due volte: addio alla speranza immunizzazione?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Agosto 2020 8:58 | Ultimo aggiornamento: 25 Agosto 2020 9:18
Coronavirus può infettare due volte: da Hong Kong addio al mito immunizzazione?

Coronavirus può infettare due volte: addio al mito immunizzazione? (Foto d’archivio Ansa)

Il Coronavirus può infettare due volte: il caso verificato a Hong Kong allontana la speranza dell’immunizzazione per i positivi.

Lo si sospettava da mesi, ma ora ci sono le prove: il Coronavirus (virus SarsCoV2) può tornare a colpire la stessa persona. Anche a distanza di pochi mesi, proprio come fanno i virus del comune raffreddore.

A dimostrarlo è quello che viene annunciato come il primo caso documentato al mondo di reinfezione da coronavirus.

E a questo punto verrebbe meno la speranza che una persona già colpita sia poi immune al virus.

Coronavirus: l’uomo infettato due volte

Certificato dai test genetici condotti all’Università di Hong Kong, ha come sfortunato protagonista un uomo di 33 anni in buona salute. L’uomo, a distanza di quattro mesi, sarebbe stato colpito da due ceppi distinti del virus SarsCov2.

I risultati delle analisi, annunciate in un comunicato stampa dell’ateneo, sono in via di pubblicazione sulla rivista Clinical Infectious Diseases.

La prima infezione in primavera

Il paziente, secondo quanto riportato dai ricercatori, aveva avuto in primavera una prima infezione abbastanza lieve. I sintomi erano stati tosse, febbre e mal di gola per tre giorni. La diagnosi era arrivata il 26 marzo con gli esiti del tampone.

Dimesso il 14 aprile, dopo due tamponi negativi consecutivi, l’uomo era considerato guarito.

Il viaggio in Spagna e la seconda infezione

A cambiare la situazione ci ha pensato poi il test fatto in aeroporto al ritorno da un viaggio in Spagna nel giorno di Ferragosto. Risultato positivo, sebbene il giovane fosse del tutto privo di sintomi.

Grazie al sequenziamento genetico di nuova generazione (next generation sequencing), i ricercatori hanno esaminato il genoma virale prelevato durante la prima infezione e lo hanno paragonato con quello del virus responsabile della seconda infezione.

Dal confronto è emerso che i due episodi sono riconducibili a virus geneticamente distinti: sarebbero 24 le ‘lettere’ del genoma diverse, che si tradurrebbero in nove proteine mutate.

“Questo caso – spiegano i ricercatori nella nota – mostra che la reinfezione può avvenire pochi mesi dopo la guarigione dalla prima infezione. I nostri risultati suggeriscono che SarsCoV2 può persistere nella popolazione come altri coronavirus umani del comune raffreddore, anche se i pazienti hanno acquisito l’immunità attraverso un’infezione di tipo naturale. Poiché l’immunità può durare poco dopo un’infezione naturale – continuano gli esperti – bisognerebbe prendere in considerazione la vaccinazione anche per le persone che hanno già avuto un episodio di infezione. I pazienti che hanno già avuto Covid-19 dovrebbero inoltre adottare le misure di contenimento del contagio come l’uso della mascherina e il distanziamento sociale”. (Fonte Ansa e New York Times)