Coronavirus e disfunzione erettile: chi contrae il Covid triplica il rischio. La ricerca dell’Università Tor Vergata di Roma

di Caterina Galloni
Pubblicato il 4 Aprile 2021 9:00 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2021 15:38
Coronavirus, chi lo contrare triplica il rischio di disfunzione erettile. La ricerca delll’Università Tor Vergata di Roma

Coronavirus, chi lo contrare triplica il rischio di disfunzione erettile. La ricerca delll’Università Tor Vergata di Roma (foto Ansa)

Gli uomini che contraggono il Coronavirus triplicano il rischio di sviluppare la disfunzione erettile. E’ quanto emerge da una nuova ricerca delll’Università Tor Vergata di Roma.

Il team di medici durante il primo lockdown ha svolto un sondaggio e chiesto a 100 uomini, con un’età media di 33 anni, di segnalare problemi recenti riguardante la funzione sessuale.

Delle 100 persone, 25 erano positive al coronavirus, 75 negativi e la prevalenza di impotenza era significativamente più alta in chi aveva il Covid-19. Circa il 28% tra i positivi contro il 9,33% tra i negativi.

Coronavirus, chi lo contrare triplica il rischio di disfunzione erettile. La ricerca delll’Università Tor Vergata di Roma pubblicata su Andrology

Nello studio, pubblicato a marzo sulla rivista scientifica Andrology, i ricercatori hanno affermato che il virus è noto per causare infiammazione dell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni in tutto il corpo. Le arterie presenti nei genitali sono piccole e strette, dunque è probabile che qualsiasi infiammazione interrompa il flusso sanguigno e impedisca l’erezione.

Gli uomini inoltre, rispetto alle donne, sono più inclini ad avere sintomi gravi del Covid e hanno 1,7 volte più di probabilità di morire a causa del virus. Alcuni esperti hanno ipotizzato che le differenze nei livelli degli ormoni sessuali, estrogeni e testosterone, potrebbero in parte spiegare questo.

Ma non solo: una revisione di 24 studi sulla fertilità maschile e il Covid-19, pubblicata lo scorso anno sul World Journal of Men’s Health, ha rilevato che i pazienti che avevano subito una moderata infezione da Covid presentavano una concentrazione di spermatozoi significativamente più bassa, spesso per mesi dopo la guarigione, rispetto a quelli la cui l’infezione era stata solo lieve.

Coronavirus, chi lo contrare triplica il rischio di disfunzione erettile. Le parole di Channa Jayasena

Channa Jayasena, consulente in endocrinologia e andrologia riproduttiva all’Hammersmith Hospital di Londra, spiega che non è ancora chiaro se il coronavirus stia influenzando i livelli degli ormoni sessuali più di qualsiasi altra infezione virale, aggiungendo che in ogni caso qualsiasi abbassamento potrebbe essere temporaneo.

“In caso di una grave influenza, potrebbero essere necessari tre mesi prima che i testicoli riprendano a funzionare correttamente. “Il numero di spermatozoi può scendere a zero durante l’influenza dunque è ragionevole che una malattia grave come il Covid faccia altrettanto”.