Coronavirus endemico come l’influenza? Epidemiologi: “Difficile fermare diffusione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Febbraio 2020 12:03 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2020 12:03
Coronavirus endemico come influenza? Virus si diffonde

Coronavirus endemico come influenza? Virus potrebbe diffondersi (Foto archivio ANSA)

ROMA – Il Coronavirus potrebbe diventare una malattia endemica come l’influenza? Gli esperti di virologia se lo stanno chiedendo e rispondono dalle pagine delle riviste scientifiche di Nature e Science. Secondo gli epidemiologi, difficilmente si potrà evitare una diffusione a livello globale del virus, proprio come avvenne per la Sars o per la comune e stagionale influenza che ogni anno, dopo piccole mutazioni, torna a farsi sentire in Italia.

Pierluigi Lopalco, professore di Igiene all’Università di Pisa, è stato intervistato da Cristina Marrone per il Corriere della Sera e alla domanda se ci ammaleremo tutti le risponde: “Tutti probabilmente no, ma se, come stiamo vedendo, la diffusione del virus non si estinguerà a livello mondiale, Sars-CoV-2 potrà diventare endemico, cioè circolerà nella popolazione e dovremo farci i conti ad ogni stagione, come succede con l’influenza e i raffreddori. È difficile credere che un virus così contagioso possa sparire da solo”.

Secondo quanto riferito sul Corriere, lo scenario più negativo per il futuro è quello descritto dal’epidemiologo Marc Lipsith, direttore del Centro per le dinamiche sulle malattie trasmissibili dell’Università di Harvard negli Stati Uniti, che spiega alla rivista Atlantic come il prossimo anno circa il 40-70% della popolazione mondiale potrebbe essere contagiata dal nuovo coronavirus: “Ma questo non significa che avremo tutti gravi malattie, anzi è probabile che molti si ammaleranno lievemente o saranno asintomatici”.

Uno scenario che non tiene conto delle misure di contenimento messe in atto dai governi dei vari paesi e Lopalco spiega: “Non sorprende però che fino al 70-80% della popolazione mondiale prima o poi si infetterà ma non succederà tutto in una stagione, più probabile che succeda in 9-10 stagioni”. 

D’altronde nel 2009 il virus H1N1 partito dal Messico ci ha spaventato, ma si è poi diffuso in tutto il mondo e ad oggi continua a circolare, senza effetti preoccupanti ma come una influenza. La Sars che invece aveva spaventato nel 2003, si è praticamente estinta. Per poter evitare la diffusione del coronavirus quindi bisogna seguire le indicazioni del ministero e rispettare le quarantene, ma non si potrà fermare un virus che ha una veloce trasmissione, anche da persone asintomatiche o con sintomi lievi.

Lopalco ha quindi concluso: “E’ molto importante spegnere i focolai quando esplodono per evitare la diffusione pandemica. Se tutti collaboriamo la situazione potrebbe migliorare drasticamente nelle prossime settimane. Se però dovessero nascere nuovi focolai e non dovessimo essere in grado di fermarli allora la strategia operativa dovrebbe variare, lavorando molto di più sulla protezione in senso più ampio: ciascuno deve imparare a proteggersi e i casi positivi identificati andranno messi in isolamento”.

(Fonte Corriere della Sera)