Coronavirus, esperti temono l’Africa: “Povertà e infezioni, è a rischio di pandemia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Febbraio 2020 19:31 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2020 19:31
Coronavirus, esperti su Africa: povertà e infezioni, rischio pandemia

Coronavirus, esperti su Africa: povertà e infezioni, rischio pandemia (Foto archivio ANSA)

ROMA – L’Africa potrebbe essere il punto di partenza di una pandemia per il coronavirus Covid-19.  Il nuovo coronavirus non è aggressivo e lo dimostra il fatto che la maggior parte dei casi si è registrata per lo più in Cina, nella provincia di Hubei da cui l’epidemia è partita. L’Africa però potrebbe diventare un problema a causa delle condizioni di povertà estrema di alcune zone e della circolazione di altri virus, come l’Hiv responsabile dell’Aids e quelli che causano le epatiti.

A preoccuparsi è Ilaria Capua, che negli Stati Uniti dirige il centro ‘One Health’ dell’Università della Florida, che ha spiegato all’ANSA: “Ho qualche perplessità che i servizi sanitari dei Paesi africani riescano a contenere il contagio. Per ora ci troviamo davanti a una malattia contagiosa ed è importante evitare che faccia danni. C’è preoccupazione per il fatto che il virus possa manifestarsi in un continente come l’Africa, dove ci sono situazioni di povertà estrema e malattie intercorrenti, come epatiti, tubercolosi e Hiv. Ho qualche perplessità che i servizi sanitari dei Paesi africani riescano a contenere il contagio”.

Anche Aldo Morrone, Direttore Scientifico dell’Istituto San Gallicano di Roma, è intervenuto nel corso del programma Genetica Oggi condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, riguardo la presenza del coronavirus in Africa e ha spiegato: “Certamente è da preoccuparsi perché l’arrivo del coronavirus in Africa potrebbe in effetti scatenare una vera e propria pandemia”.

Morrone ha spiegato: “Dobbiamo dire però che il fatto stesso che questo cittadino cinese in Egitto ai primi sintomi della malattia è stato sottoposto a test e ricoverato poi in isolamento, dimostra che la situazione del continente Africano e migliore di quanto non apparisse in un primo tempo e il numero dei paesi che avrà sicuramente accesso al test aumenterà dai circa 15 attuali anche grazie all’impegno del Direttore generale dell’ OMS che è africano, è Tigrino per la precisione, questo perché poi è chiaro a tutti che la presenza del virus in Africa rappresenta un problema globale di tutti”.

Il professore ha poi aggiunto: “L’Egitto è un grande paese, io ci ho insegnato alcuni anni, con persone preparate e attente. Voglio ricordare però che nella Repubblica Democratica del Congo è in corso una epidemia di Ebola con 3000 decessi in totale e questo non ha suscitato grande interesse a livello di decisori politici. Per dare un’idea in questo momento la mortalità del coronavirus al di fuori della Cina è dello 0,0% con una mortalità massima attualmente del 2% quella di Ebola è del 66% la stessa MERS arrivava al 70%”.

Morrone si prepara a partire per l’Africa: “Sarei sciocco a dire che non ho paura ma credo che il dovere di un medico sia di curare le persone che si affidano a lui sia nell’ospedale della sua città che a 10mila chilometri di distanza e soprattutto la dove è più necessaria la sua presenza”. 

(Fonte ANSA e Radio Cusano Campus)