Coronavirus, nei pazienti gravi è come malattia autoimmune: invece di aggredire il virus, anticorpi colpiscono cellule

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2020 16:19 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2020 16:19
Coronavirus, metà dei bambini positivi è asintomatico. E il Covid colpisce soprattutto chi ha meno di un anno

Coronavirus, metà dei bambini positivi è asintomatico. E il Covid colpisce soprattutto chi ha meno di un anno (foto Ansa)

L’infezione provocata dal coronavirus, nei pazienti che sviluppano la forma grave potrebbe essere equiparata a una malattia autoimmune.

La colpa è lo sviluppo dei cosiddetti “autoanticorpi” che invece di aggredire le particelle virali aggrediscono cellule e tessuti del nostro organismo.

Sulla questione si dibatte da inizio epidemia. Ora a conferma arriva un articolo pubblicato su The Conversation è la professoressa Rebecca Aicheler, docente di Immunologia presso l’Università Metropolitana di Cardiff (Galles).

Coronavirus, nei pazienti gravi c’è un’alterazione del sistema immunitario 

Questa alterazione del sistema immunitario che porta alla produzione degli “autoanticorpi” spiega almeno in parte le ragioni per cui alcuni pazienti sviluppano la forma grave della patologia.

Ma cosa sono esattamente questi “autoanticorpi”? Si tratta di immunoglobuline che invece di occuparsi dell’invasore aggrediscono le cellule del sistema immunitario che dovrebbero proteggerci e i tessuti dell’organismo.

Il nostro organismo si comporta come quando accadono patologie autoimmuni come l’artrite reumatoide e il lupus eritematoso.

Per questa ragione, specialmente ad inizio epidemia molti medici hanno usato farmaci immunosoppressori come l’anticorpo monoclonale Tocilizumab.

Covid grave, organismo attacca proteine cruciali per la lotta ai patogeni

La professoressa Aicheler spiega però che nei pazienti gravi colpiti dal Covid-19, ad essere coinvolte sono “proteine cruciali coinvolte nel riconoscimento, nell’allarme e nell’eliminazione delle cellule infettate dal coronavirus”.

“Queste proteine – spiega la scienziata – includono citochine e chemochine, importanti messaggeri nel sistema immunitario”. 

“Ciò ha interferito con la normale funzione del sistema immunitario, bloccando le difese antivirali, rendendo potenzialmente più grave la malattia”.

Come spiegato dalla stessa professoressa Aicheler, ad influenzare la gravità della malattia ci sono anche altri fattori.

Uno su tutti è il fatto che nel gruppo di pazienti con Covid grave non sono stati trovati “autoanticorpi specifici” rispetto a quelli rilevati nei pazienti con la forma lieve.

In gioco potrebbe entrare quindi una risposta immunitaria carente all’inizio dell’infezione o una predisposizione genetica che permette la produzione di nuovi autoanticorpi.

Tutto questo potrebbe infine influenzare anche la predisposizione o meno alla cosiddetta sindrome da “Long Covid”, ossia gli effetti duraturi provocati da Covid-19, anche questi presenti solo su alcuni pazienti (fonte: FanPage).