Coronavirus, chi guarisce non diventa immune. Il caso anticorpi in Belgio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Aprile 2020 11:09 | Ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2020 11:20
Coronavirus, chi guarisce non diventa immune. Il caso anticorpi in Belgio

Coronavirus, chi guarisce non diventa immune. Il caso anticorpi in Belgio (Foto Ansa)

ROMA – Non ci sono ancora prove scientifiche che le persone che sono guarite dal coronavirus abbiano anticorpi che proteggono da una seconda infezione.

Lo ricorda l’Oms in un documento appena pubblicato, secondo cui “a questo punto della pandemia non ci sono abbastanza evidenze sull’efficacia dell’ immunità data dagli anticorpi per garantire l’accuratezza di un passaporto di immunità o un certificato di libertà dal rischio”.

Alcuni governi, spiega l’ Organizzazione, hanno suggerito che trovare gli anticorpi al Sars-CoV-2 possa servire come base per un passaporto di immunità che può permettere agli individui di viaggiare o di tornare al lavoro con l’assunzione che siano protetti da una reinfezione.

“Molti degli studi hanno mostrato che le persone che sono guarite dall’infezione hanno gli anticorpi per il virus. Tuttavia alcuni di questi – scrive l’Oms – hanno livelli estremamente bassi di anticorpi neutralizzanti nel sangue.

Al 24 aprile 2020 nessuno studio ha valutato se la presenza degli anticorpi da Sars-CoV-2 possa dare immunità ad una successiva infezione nell’uomo”.

Coronavirus, il caso anticorpi in Belgio.

Eppure il 4,3% della popolazione in Belgio ha sviluppato anticorpi contro il coronavirus e l’immunità al Covid-19 della popolazione fiamminga è raddoppiata in due settimane.

Sono le conclusioni di uno studio condotto da Sciensano, l’Istituto belga della sanità in collaborazione con la Croce Rossa sessione Fiandre ed il Service du Sang.

Lo riferiscono i media locali precisando che Sciensano raccoglie ogni due settimane circa tremila campioni dalla Croce Rossa sessione Fiandre e del Service du Sang in Vallonia e a Bruxelles.

“Grazie a questo studio, desideriamo scoprire la percentuale della popolazione sana contaminata dal coronavirus.

In combinazione con altri dati epidemiologici, che sono attualmente registrati da Sciensano, questi risultati saranno in grado di fornire un’ampia visione del numero di belgi che probabilmente hanno contratto il Covid-19, e quindi hanno sviluppato una possibile immunità”, ha spiegato la dottoressa Isabelle Desombere, immunologa di Sciensano, stando a quanto scrive l’agenzia di stampa Belga. (Fonte Ansa).