Coronavirus, Ippolito: “Dovremo conviverci per tutto il 2021”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Ottobre 2020 15:26 | Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre 2020 15:26
Coronavirus, Ippolito: "Dovremo conviverci per tutto il 2021"

Coronavirus, Ippolito: “Dovremo conviverci per tutto il 2021” (Ansa)

Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani, avverte: “Dobbiamo prepararci a convivere con il coronavirus per tutto il 2021”

“Dobbiamo salvaguardare scuola e lavoro perché con questo coronavirus dobbiamo prepararci a convivere per tutto il 2021”: l’avvertimento arriva da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Ippolito sottolinea: “Rispetto a marzo-aprile siamo tutti più preparati”. Questo perché “ciascuno di noi sa quali sono le precauzioni da prendere”. Tanto che “abbiamo dimostrato come collettività una disciplina e un senso di responsabilità che non sospettavamo di possedere”.

E aggiunge: “Dobbiamo continuare in questo modo anche senza aspettare che qualcuno ci dica come comportarci”.

Tamponi e test rapidi

Ma la situazione è peggiore o migliore rispetto alla primavera scorsa? Per Ippolito “per quanto riguarda la macchina pubblica, oggi i reparti di malattie infettive e pneumologia, ma soprattutto i reparti di terapia intensiva hanno una disponibilità di posti letto di gran lunga superiore rispetto a sei mesi fa”. E se a marzo-aprile si facevano 25/30.000 tamponi al giorno, “oggi siamo oltre i 160.000 senza tener conto dei test rapidi”, calcola Ippolito.

I disinvestimenti nella sanità

Poi chiosa: “Tutto si può migliorare. Ma vorrei ricordare anche che venivamo da anni di disinvestimenti nella sanità pubblica. E in soli sei mesi non si possono fare miracoli”.

Quanto ai provvedimenti del governo, secondo Ippolito “il governo ha cercato la sintesi tra le ragioni della scienza e quelle dell’economia e della società, provando a salvaguardare i due capisaldi del nostro vivere collettivo, il lavoro e la scuola. Ma anche le norme più dure non servono a nulla se non sono accompagnate dalla convinzione di tutti noi di poter fare la differenza, da soli e come collettività, seguendo e facendo seguire le semplici regole che conosciamo tutti: distanziamento, igiene delle mani, utilizzo delle mascherine”. (Fonte: Agi)