Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): “Il vaccino non arriverà entro fine anno”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 9:14 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 9:14
Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): "Il vaccino non arriverà entro fine anno"

Coronavirus, Ippolito (Spallanzani): “Il vaccino non arriverà entro fine anno” (Foto Ansa)

ROMA – Non ci sarà alcun vaccino entro la fine dell’anno. A frenare gli entusiasmi è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, che alla trasmissione Agorà spiega: “Le previsioni più ottimistiche parlano di un vaccino per la popolazione per la primavera dell’anno prossimo”.

“Prima il vaccino dobbiamo provarlo senza saltare le fasi – afferma l’esperto – poi, se le persone esposte al virus non si infettano, potremmo dire di averlo trovato”.

“Dire che potremo cambiare la nostra vita perché prima della fine dell’anno avremo il vaccino mi sembra eccessivamente ottimistico”, asserisce.

Poi Ippolito punta il dito contro alcuni studi, non ancora sottoposti a peer review, secondo i quali ci sarebbe stata una “possibile attenuazione del virus”. 

“Per parlare di queste cose bisogna fare studi importanti e di lunga dimensione- spiega – Ieri sera avevamo 17mila sequenze in tutto il mondo. Il numero di sequenze con genoma intero ci dice che il virus è sostanzialmente conservato”.

Quindi, senza mezzi termini, afferma: “Ci sono dei parolai che in televisione dicono questo è il virus che abbiamo trovato noi, loro non hanno mai isolato un virus, giocano con i computer a fare i modelli, a tracciare i virus scoperti e isolati da altri”.

“Questi li ascriviamo alla categoria dei pagliacci, anche se le istituzioni a cui appartengono ci tengono molto a mandarli in televisione. Non si occupano di malattie infettive, usano tecniche bio-informatiche, e provano a scrivere la storia dei virus”.

“Attenzione – raccomanda Ippolito – la vita ci ha insegnato negli anni che ci vogliono studi di lungo tempo. Dell’HIV per anni si è detto che si era attenuato, poi abbiamo imparato a conoscere il virus”.

“Non dobbiamo confondere l’attenuazione, cioè il fatto che il virus perde di virulenza, la differenza di potenziale di trasmissibilità, ovvero il fatto che il virus si trasmette di meno, la patogenicità, il fatto che il virus è realmente patogeno. Sono tre cose diverse e ci vorranno anni prima che le scriviamo”.

Quanto alla gestione dell’emergenza, Ippolito non ha dubbi che serva una linea corta di comando e non si possa procedere con una sanità regionale: “Le epidemie si gestiscono con un’unica regia nazionale – dice –  In tutto il mondo i governi si assumono responsabilità”.

Nel corso della trasmissione si è parlato anche di mascherine, ancora introvabili al prezzo imposto di 0.50 cent. “Dobbiamo entrare nell’ottica di avere una scorta di mascherine lavabili”, spiega l’esperto.

“Ognuno può fare da solo la sua mascherina, con più strati sovrapposti. Poi la infila nella lavatrice insieme ai capi bianchi, la asciuga, la stira e se la rimette, questo è efficace”.

“Dobbiamo abituarci a una flessibilità di sistema – aggiunge  – dobbiamo avere sia le mascherine che laviamo, sia un accesso alle mascherine chirurgiche, che però devono arrivare a un prezzo ragionevole”.

“Questa produzione, che tutti si stanno allargando a fare, deve arrivare a un prezzo ragionevole, altrimenti non sarà sostenibile per i privati ma nemmeno per il Servizio sanitario”. (Fonte: Agorà)