Coronavirus, Locatelli (Css): “Il test sierologico non darà una patente di immunità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Aprile 2020 16:23 | Ultimo aggiornamento: 26 Aprile 2020 16:23
Test sierologico, Ansa

Coronavirus, Locatelli (Css): “Il test sierologico non darà una patente di immunità” (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Il test sierologico non darà una patente di immunità.

Il test sierologico “servirà per definire bene quella che è stata la diffusione epidemica del virus nelle varie regioni del Paese, nelle differenti fasce di età e anche tenendo conto di profili lavorativi, ma non darà una patente di immunità.

Questo deve essere detto in maniera molto chiara e tanti studi ancora devono essere fatti per meglio definire più compiutamente e caratterizzare la risposta immunitaria al virus”.

Queste le parole del presidente del Css (Consiglio Superiore di Sanità), Franco Locatelli. Parole pronunciate durante la trasmissione Mezz’ora in più di Lucia Annunziata su Rai3.

L’esistenza del nuovo coronavirus, ha poi spiegato Locatelli, “era completamente ignota fino alla fine del mese di dicembre dello scorso anno”.

Locatelli che poi parla di “scenario assolutamente pandemico e completamente imprevedibile con una dimensione che ha raggiunto nel mondo 3 milioni di soggetti che sono stati contagiati sulla base dell’identificazione della Rna virale e 200 mila morti”. (Fonte: Mezz’ora in più).

Coronavirus, in arrivo 4 milioni di test sierologici

“Entro fine maggio la Abbott conta di distribuire in Italia 4 milioni di test”.

Lo ha comunicato la stessa Abbott, l’azienda farmaceutica statunitense vincitrice del bando indetto dal governo per la fornitura di test sierologici in Italia nell’ambito dell’emergenza coronavirus.

“Il nuovo test ha dimostrato specificità e sensibilità superiori al 99 per cento 14 giorni o più dopo l’insorgenza dei sintomi”, spiega la Abbott annunciando che in un migliaio di laboratori di tutta Italia sarà possibile analizzare fino a 200 test per ora. (Fonte: Ansa).