Coronavirus, mascherine e distanziamento possono ridurre di mille volte la carica virale

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 Ottobre 2020 19:41 | Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre 2020 19:41
Coronavirus, mascherine e distanziamento possono ridurre di mille volte la carica virale

Coronavirus, mascherine e distanziamento possono ridurre di mille volte la carica virale

Le mascherine e il distanziamento fisico possono ridurre fino a mille volte la carica virale del nuovo coronavirus: lo rivela uno studio italiano

L’uso corretto delle mascherine e il distanziamento possono ridurre di mille volte la carica virale del nuovo coronavirus. E’ quanto emerge da uno studio dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona) pubblicato su Clinical Microbiology and Infection.

Secondo lo studio, condotto su circa 400 casi di Covid-19, le due misure centrali nel contrasto al nuovo coronavirus potrebbero rivelarsi ancora più cruciali in questa seconda fase epidemica. Questo sia al fine di contenere i contagi sia per ridurre la gravità della malattia.

L’importanza della carica virale

I ricercatori hanno evidenziato che al diminuire dell’esposizione al contagio, la carica virale dei pazienti arrivati in pronto soccorso si è man mano ridotta fino a essere mille volte inferiore rispetto a marzo. In parallelo, anche la gravità della malattia si è ridotta.

Lo studio conferma dunque l’importanza di contenere l’esposizione al contagio. Mantenere bassa la trasmissione del virus, avvertono i ricercatori, serve infatti anche a ridurre la carica virale con cui si può venire a contatto. Si diminuisce così la probabilità di comparsa di una malattia grave.

Questo potrebbe rendere meno ‘pesante’ la seconda ondata di Covid-19, attutendo l’impatto sugli ospedali e i reparti di terapia intensiva.

Lo studio

Lo studio è stato condotto su 373 casi di coronavirus giunti nel pronto soccorso dell’ospedale Negrar fra il 1 marzo e il 31 maggio scorso.

Per ciascun caso “è stato valutato il carico virale tramite tampone. Quindi i pazienti sono stati seguiti per registrare la gravità dei sintomi e l’evoluzione della malattia”, spiegano Dora Buonfrate e Chiara Piubelli, coordinatrici dello studio.

“I dati raccolti indicano chiaramente che al diminuire della circolazione del Sars-Cov-2 grazie alle misure di contenimento, si è abbassata in parallelo e di ben mille volte la carica virale riscontrabile nei pazienti”.

Casi meno gravi

In altri termini, i casi arrivati in ospedale a maggio, quindi in un periodo di bassa esposizione al contagio, erano anche venuti a contatto con ‘dosi’ virali più basse e avevano meno Sars-Cov-2 in circolo nell’organismo, anche fino a mille volte meno rispetto ai pazienti ricoverati a marzo.

Questo ha portato i pazienti della tarda primavera a sviluppare Covid-19 in forma meno grave, come chiariscono Buonfrate e Piubelli.

“A maggio i pazienti avevano in media sintomi di Covid-19 meno gravi e una minore probabilità di complicazioni. Si è ridotta in parallelo la percentuale di malati che hanno avuto bisogno di terapia intensiva”.

L’importanza di distanziamento e mascherine

“Mantenere bassa la circolazione del virus e l’esposizione al contagio con l’uso di mascherine e il rispetto del distanziamento può perciò avere un impatto non solo sul numero assoluto di casi, ma anche indirettamente sulla severità dei casi stessi, contribuendo a mantenere i reparti Covid e quelli di terapia intensiva al di sotto della soglia critica di occupazione”, sottolineano Buonfrate e Piubelli. 

Gli sforzi per rispettare le norme anti-contagio, concludono le ricercatrici, “sono perciò fondamentali, perché possono realmente contribuire a rendere più gestibile la seconda ondata che stiamo vivendo, riducendo la pressione sul Sistema Sanitario Nazionale”. (Fonte: Ansa)