Coronavirus, età avanzata e obesità fattori di rischi più del fumo o del cancro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2020 5:00 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2020 20:26
Coronavirus obesità ed età avanzata fattori rischio peggio del fumo

Coronavirus obesità ed età avanzata fattori rischio peggio del fumo (Foto archivio ANSA)

ROMA – L’età avanzata e l’obesità rappresentano il maggior fattore di rischio di complicazioni da coronavirus e dunque di ospedalizzazione, più ancora del fumo e del cancro o chi è affetto da patologie ai polmoni.

Due studi della New York University hanno esaminato 8000 pazienti e scoperto che avere più di 65 anni o un IMC, indice di massa corporea, superiore a 30 erano i maggiori fattori di rischio di ospedalizzazione per chi soffre di covid-19.

In un articolo, i ricercatori hanno affermato che quasi la metà (46%) di tutti i pazienti ricoverati in ospedale affetti da coronavirus aveva un’età pari o superiore a 65 anni. Gli scienziati hanno concluso che “l’età avanzata era di gran lunga il fattore predittivo più importante dell’ospedalizzazione”.

Hanno scoperto che se l’età rappresentava il principale fattore di rischio, lo stato di salute maggiormente associato alle complicazioni Covid-19 era l’obesità “con probabilità sostanzialmente più elevate rispetto a qualsiasi malattia cardiovascolare o polmonare”.

In un altro studio hanno rilevato che se obesi, i pazienti di età inferiore a 60 anni hanno il doppio delle probabilità di aver bisogno di cure ospedaliere o ventilazione. L’obesità, dunque è il secondo fattore di rischio più elevato.

I ricercatori hanno inoltre sostenuto che “incredibilmente”  non c’era alcuna associazione tra il fumo e un aumentato rischio di ammalarsi gravemente a causa del contagio.

Solo il 5% di tutti i ricoveri ospedalieri Covid-19 riguardavano i fumatori, tre volte meno del 15% dei fumatori a New York City. Non è chiaro il motivo, ma uno studio cinese ha ipotizzato che i fumatori corrono un rischio inferiore di contrarre il virus.

Un team di esperti di Wuhan – dove è iniziata la pandemia – sono rimasti sconcertati dopo aver scoperto che i fumatori avevano meno probabilità di contrarre il virus.

Al proposito gli scienziati di New York  hanno sostenuto che “sebbene alcuni abbiano ipotizzato che in Cina, gli alti livelli di fumatori spiegassero parte della morbilità di quei pazienti, non abbiamo scoperto che il fumo fosse associato ad un aumentato rischio di ricovero o malattia critica”.

Le persone anziane hanno maggiori probabilità di soccombere al coronavirus poiché con l’età il sistema immunitario si indebolisce e rende più difficile contrastare la malattia.

I pazienti obesi sono più inclini a condizioni critiche, rispetto a chi è normopeso faticano ad eliminare il virus dall’organismo. 

In uno dei più grandi aggiornamenti di dati sui casi Covid-19, i ricercatori della NYU Grossman School of Medicine hanno analizzato i report ospedalieri di 4.103 pazienti positivi a Covid-19.

Tutti provenivano da New York City, l’hotspot mondiale di coronavirus, e sono stati diagnosticati tra il 1 marzo e il 2 aprile.

Un totale di 1.999 pazienti sono stati ricoverati in ospedale in seguito al peggioramento dei sintomi. I ricercatori hanno scoperto che “nel diagramma decisionale per l’ammissione, le caratteristiche più importanti erano l’età oltre i 65 anni e l’obesità”.

Hanno dichiarato di essere “sorpresi” del fatto che “il cancro e le malattie polmonari non presentavano un ruolo di rilievo nei modelli di rischio”. (Fonte: Daily Mail)