“Coronavirus circola da ottobre e si sta adattando all’uomo”. A dirlo il virologo Guido Silvestri

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2020 16:14 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2020 16:23
coronavirus circola ottobre

“Coronavirus circola da ottobre e si sta adattando all’uomo”. A dirlo il virologo Guido Silvestri (foto Ansa)

ROMA – Secondo il virologo Guido Silvestri, docente negli Stati Uniti all’Università di Atlanta, il virus esisterebbe già da ottobre.

Silvestri, su Facebook scrive: 

“L’origine temporale del virus Sars-Cov-2 può essere stimata tra il 6 ottobre e l’11 dicembre 2019, quindi ben prima dei cosiddetti ‘primi casi’ del mercato di Wuhan di fine dicembre”.

Per lo scienziato italiano, “le implicazioni di questa nuova datazione sarebbero enormi” afferma, perché “si dimostrerebbe quello che molti sospettano da tempo”, ossia che le curve epidemiologiche della Cina “fornite lo scorso 10 marzo da Zunyou Wu”  sarebbero sbagliate e “probabilmente di molto”. 

Sempre a proposito del virus, c’è una seconda notizia decisamente positiva.

Secondo Silvestri c’è “evidenza scientifica – indiretta ma solidissima – a favore dell’ipotesi di un rapido, progressivo e convergente adattamento di Sars-CoV-2 all’ospite umano“.

Ciò significherebbe che il virus si adatta perdendo di forza.

“Sappiate che non appena si riapre i casi sicuramente saliranno di poco se riapriamo un po’, e tantissimo se riapriamo molto”, scrive il virologo riportando i timori di altri colleghi. “In altre parole: ci aspettava un disastro” che fortunatamente non è arrivato.

“Oggi è il fatidico 8 giugno, quello che se non stavamo attenti avremmo avuto 151mila malati in terapia intensiva (invece sono 286)” spiega ancora Silvestri che aggiunge: “Dopo 34 e 20 giorni dalle ‘aperture’ di maggio non c’è alcun segno di quel ritorno della pandemia che certi esperti davano per scontato. Questo ultimo punto è importante e deve essere ricordato con chiarezza”.

Silvestri spiega che l’articolo inglese mostra il fatto che il Covid si starebbbe adattando all’ospite, quindi al nostro organismo, per “gli alti livelli di omoplasia“, il fenomeno per cui un virus muta in modo “indipendentemente simile in diverse aree geografiche e senza avere un progenitore comune”.

Anche se è passato poco tempo dall’origine della pandemia, l’omoplasia “è appunto la prova di un adattamento del virus all’uomo”, sottolinea Silvestri.

Il virologo spiega che per questo motivo che si può ipotizzare una letalità del virus in forte discesa verso il basso:

“I dati globali sulla letalità cruda di Covid-19 indicano che questa diminuisce col tempo in ogni sito epidemico, e siccome la maggior parte degli adattamenti virus-host vanno nella direzione di una ridotta patogenicità solo degli analfabeti della virologia possono tacciare di ‘pseudo-scienza’ l’ipotesi secondo cui tale robusto pattern di mutazioni omoplasiche possa risultare in un fenotipo virale a virulenza attenuata” (fonte: Il Giornale, Facebook).