Coronavirus, petizione #FuoriDalBuio: “Autorizzate tamponi a tutti i laboratori in grado di farli”

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 13:26 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 13:27
Coronavirus, petizione #FuoriDalBuio: "Autorizzate tamponi a tutti i laboratori in grado di farli"

Coronavirus, petizione #FuoriDalBuio: “Autorizzate tamponi a tutti i laboratori in grado di farli” (Foto archivio Ansa)

Coronavirus, petizione #FuoriDalBuio: "Autorizzate tamponi a tutti i laboratori in grado di farli"

Coronavirus, petizione #FuoriDalBuio: “Autorizzate tamponi a tutti i laboratori in grado di farli” (Foto archivio Ansa)

MILANO  –  Medici, docenti, esponenti della società civile, imprenditori e semplici cittadini: dal virologo Fabrizio Pregliasco all’attrice Claudia Gerini, dallo scrittore Paolo Giordano al fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” Silvio Garattini. Sono moltissime le firme raccolte dalla petizione #FuoriDalBuio con un obiettivo: chiedere urgentemente al comitato tecnico-scientifico, Governo e Regioni di autorizzare tutti i laboratori tecnicamente capaci di fare i test e quindi di aumentare la capacità diagnostica.

Nell’appello si spiega che “il contagio del Covid-19 si è diffuso in Italia con una andamento esponenziale con tasso di crescita del 30% a giorno medi da metà febbraio 2020. Questa crescita esponenziale non sembra dare segni di frenata e sta rapidamente diffondendosi su tutto il territorio Italiano. La strategia di Corea e Singapore di creare grande trasparenza sui singoli casi e sulla loro localizzazione sul territorio, unita ad un uso estensivo dei tamponi sembra essere quella vincente”.

“Conoscere l’esatta diffusione dei positivi o di coloro che hanno avuto il Covid-19 in tempo reale”, spiegano i promotori dell’appello, “permetterebbe di capire in modo chiaro gli effetti delle politiche di contenimento messe in atto e di modificarle rapidamente se necessario. Per fare più tamponi c’è un tema di capacità produttiva e uno di costo. Sul primo basta liberalizzare a tutti i laboratori tecnicamente capaci di fare il tampone, con l’obbligo di inviare al ministero tutte le informazioni dettagliate di ogni singolo caso per mantenere una visione centrale di tutti i casi. Il secondo punto, quello del costo, può essere affrontato con una raccolta fondi che in questo momento otterrebbe certamente un’ampia adesione”.

Se guardiamo all’andamento in Italia del numero di tamponi per il coronavirus fatti rispetto ai casi ufficiali vediamo una diminuzione costante.  Il tasso di decessi suo casi ufficiali è aumentato in modo costante dal 3 Marzo. 

“Questo andamento”, prosegue il testo della petizione, “può essere spiegato solamente da una sottostima sistematica dei casi reali nella misura ufficiale. Se vogliamo affrontare questa crisi dobbiamo avere il massimo delle informazioni nel più breve tempo possibile a disposizione di tutti coloro che devono definire politiche di contenimento. Il rischio è essere sempre molti giorni in ritardo rispetto ai passi fatti dal virus. Dobbiamo batterlo prevedendo dove andrà, quando e definendo quante e quali risorse mettere in campo per fermarlo”.

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“La Cina dopo la prima crisi a Wuhan e la Corea stanno seguendo la strategia corretta: ampia tracciatura di casi e sistemi di informazione georeferenziata con dettagli clinici fino al singolo caso, in modo da analizzare e prevedere la diffusione geografica del virus nei giorni successivi e di conseguenza attuare politiche di contenimento corrette”.

Per questi motivi”, concludono i promotori, “chiediamo urgentemente a comitato tecnico-scientifico, governo e regioni di autorizzare tutti i laboratori tecnicamente capaci di fare i test e quindi di aumentare la capacità diagnostica, con ovvio obbligo di comunicare tutti i dati al comitato e alle Regioni”.

La petizione e l’elenco dei primi firmatari a questo link.

(Video Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev)