Coronavirus, picco non c’è ancora, è altopiano contagio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2020 10:39 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2020 10:39
Coronavirus Italia, picco non c'è ancora, è altopiano contagio

Coronavirus picco non c’è ancora, è altopiano contagio (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus, picco non c’è ancora. Per proseguire con la metafora, con l’immagine per così dire geografica, il contagio non è ancora giunto alla vetta della sua montagna, il contagio da coronavirus cammina, prosegue su una sorta di altopiano. Altitudine elevata e piatta dell’aumento dei casi, altopiano contagio.

Ieri i nuovi casi registrati sono stati 2.989. Il giorno precedente 2.470. Il giorno prima ancora erano stati 2.853. Il contagio non si impenna, non scala la vetta, non corre verso il picco. E neanche scivola, deflette, declina. Neanche un po’. Sta lì, ad alta quota e si muove costante.

Pessima o buona notizia? Dipenderà dai numeri del contagio di questo fine settimana. Se saranno sostanzialmente stabili non  sarà andata male, anzi. Perché a fine settimana, questa settimana, arrivano, se ci sono, i contagi dell’ultimo week-end tutti fuori casa e tutti a fare tutti insieme qualunque cosa. Se a fine settimana i contagi si conteranno ancora intorno o sotto i tremila al giorno significherà che l’onda dell’ultimo week-end aperto è molto bassa. Fossero a fine settimana i contagi sotto i tremila al giorno, sarebbe mezzo miracolo.

Sotto i tremila al giorno e giù almeno un po’ dall’altopiano il contagio ci si attende (si spera) il prossimo fine settimana. Quando, dopo circa 15 giorni di tutti a casa (anche se non tutti purtroppo, molte le inosservanze incoscienti e nocive), il distanziamento sociale di massa dovrebbe aver prodotto il rallentare del contagio. Il rallentare, non ancora l’arretrare, tanto meno la fine.

Nessuno sa davvero dove si possa fissare una sia pur ipotetica data del contagio zero. Sul pianeta c’è chi dice il prossimo anno, chi dice agosto di questo di anno, chi più credibilmente dice che contagio davvero zero quando ci sarà vaccino. Contagio zero dunque lontanissimo. In un punto intermedio, verso il basso della linea, tra il contagio tremila al giorno e il contagio zero andrà collocata la data in cui ci si farà uscire di casa per andare a lavorare e poco più. In un punto intermedio ma prima del contagio zero, perché fino ad agosto o fino al prossimo anno senza lavorare e chiuso in casa, un paese, una comunità, una popolazione semplicemente, drammaticamente non sopravvivono. Per vivere e sopravvivere a un certo punto toccherà uscire, anche se coronavirus, sia pjur indebolito e diradato, sarà ancora là fuori.