Coronavirus potrebbe provocare problemi dermatologici anche negli asintomatici

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Maggio 2020 0:43 | Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2020 0:43
coronavirus problemi dermatologici

Coronavirus potrebbe provocare problemi dermatologici anche negli asintomatici (foto Ansa)

ROMA – “In questi mesi di pandemia abbiamo appreso che il Covid-19 non colpisce solo l’apparato respiratorio, ma anche quello gastrointestinale o circolatorio. E recentemente abbiamo appurato che anche la pelle può essere un bersaglio dell’infezione e le manifestazioni cutanee possono aiutarci quindi a individuarla anche in soggetti asintomatici”. 

A sostenerlo è Fabrizio Fantini, direttore dell’Unità ospedaliera complessa di dermatologia dell’ospedale di Lecco.

Il team è stato fra i primi al mondo a descrivere le manifestazioni cutanee del coronavirus, con pubblicazioni sul ‘The Journal of The European Academy of Dermatology and Venereology’.

I dermatologi dell’ospedale di Lecco hanno infatti osservato le lesioni cutanee provocate dal Covid-19 in un gran numero di pazienti ricoverati con infezione in corso, ma anche in asintomatici, definendo e pubblicando le evidenze a partire da fatto che le manifestazioni cutanee sono quanto mai varie e possono essere riscontrate a qualunque età.

Nel corso dell’infezione accertata, spiegano gli esperti, “sono stati riscontrati rash cutanei di forme diverse, diffusi a tutto il corpo, che insorgono generalmente in concomitanza con sintomatologia simil-influenzale e respiratoria. Può trattarsi di eruzioni cutanee simili per aspetto ai comuni esantemi infantili, ad esempio di tipo morbilliforme, oppure con vescicole simili alla varicella, o con pomfi che ricordano l’orticaria”.

“L’eruzione cutanea può essere più o meno sintomatica (prurito), ed è di solito fugace, con risoluzione spontanea in alcuni giorni e non lascia segni permanenti. È importante ricordare che quadri simili possono essere anche dovuti ad una reazione alle cure farmacologiche in corso, e quindi è indispensabile una valutazione dermatologica per la diagnosi differenziale”.

Tra i segni cutanei sospetti sono state segnalate particolari lesioni delle estremità (mani, piedi) che somigliano ai comuni geloni da freddo, ovvero macchie rosse, gonfie, con sensazione di prurito/bruciore.

Il sospetto che ci sia un legame con l’infezione, spiegano i ricercatori, nasce anche dal fatto che ci sono state numerose segnalazioni di casi del tutto analoghi, avvenute in coincidenza con il diffondersi della pandemia in Italia e in tutto il mondo.

Quasi sempre queste lesioni cutanee sono presenti senza sintomi generali o comunque con sintomi del tutto lievi e sfumati. Si tratterebbe, quindi, di manifestazioni cutanee come segno unico, iniziale, o ‘minimo’ di possibile infezione asintomatica da coronavirus.

L’interpretazione attuale è che questi particolari segni cutanei siano un effetto indiretto dell’infezione virale, attraverso un meccanismo di reazione immunologica che colpisce elettivamente i piccoli vasi sanguigni della cute. Sulla base di queste evidenze, l’Associazione dermatologi ospedalieri italiani (Adoi) ha messo a punto e divulgato alcune linee guida, in pubblicazione sul sito, per aiutare la popolazione a orientarsi ed effettuare i corretti percorsi diagnostici (fonte: AdnKronos).