Coronavirus, quali rischi per l’Italia. Ecco che cosa bisogna sapere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Gennaio 2020 17:39 | Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio 2020 17:39
Coronavirus, quali rischi per l’Italia. Ecco che cosa bisogna sapere

Coronavirus, quali rischi per l’Italia. Ecco che cosa bisogna sapere (foto ANSA)

ROMA – In Italia, in Europa e nel mondo sta crescendo l’apprensione per il nuovo coronavirus (2019-nCoV) che arriva dalla Cina, in particolare dalla città di Wuhan. Vediamo ora, in sei domande e risposte, di tracciare qual è il quadro della situazione.

Coranavirus, c’è il rischio di essere contagiati in Italia?

Il rischio ad oggi è molto basso. Epicentro – il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità (Iss) – riporta: “Presumendo che la trasmissione interumana sia limitata e che siano applicate in modo tempestivo e rigoroso misure di prevenzione e controllo delle infezioni nella gestione clinica di casi importati, l’Ecdc valuta molto bassa la probabilità di una ulteriore trasmissione in ambito comunitario”.

L’Ecdc è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, un’agenzia dell’Ue, e sul suo sito si legge (informazioni aggiornate al 23 gennaio) che la probabilità che il virus venga importato in Europa da persone che si sono recate in visita a Wuhan e che abbiano avuto stretti rapporti con individui contagiati è considerata «moderata».

Ma il rischio che persone già contagiate all’estero e arrivate in Europa possano contagiare a loro volta altre persone (“casi secondari”) è ritenuto “basso”. Sono infatti state già attivate le misure di prevenzione e controllo in tutti i Paesi Ue con collegamenti diretti con Wuhan. Anche l’Italia fa parte di questi Paesi e in particolare a Fiumicino (l’aeroporto di Roma), scrive ancora Epicentro, “è in vigore una procedura sanitaria […] per verificare l’eventuale presenza a bordo degli aeromobili provenienti da Wuhan di casi sintomatici sospetti e il loro eventuale trasferimento in bio-contenimento all’Istituto Nazionale Malattie Infettive L. Spallanzani di Roma”.

Esiste un vaccino per il Coranavirus?

No, non esiste ancora un vaccino per il coronavirus 2019-nCoV. Sono circolate alcune notizie false e teorie cospirazioniste in proposito, che sostenevano la diffusione del virus fosse in qualche modo un complotto delle grandi industrie farmaceutiche per vendere più vaccini. Si tratta ovviamente di bufale che sono state già dimostrate false.

Coronavirus, che precauzioni vanno prese?

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, riporta Epicentro, l’Oms non raccomanda alcuna restrizione a viaggi o a rotte commerciali. Le raccomandazioni generali dell’Oms sono: evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute; lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente; evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici; persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree dovrebbero mantenersi a distanza, coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti e lavarsi le mani; rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.

In quali paesi sono stati registrati casi legati al Coronavirus?

L’Oms segnala che, oltre che in Cina, sono stati registrati casi di contagio in Thailandia, Giappone, Hong Kong, Taiwan, Macao, Corea del Sud e Stati Uniti. Tutti i contagiati erano stati a Wuhan, in Cina. Le diciassette vittime sono tutte cinesi, della provincia di Hubei (dove si trova la città di Wuhan). “È previsto che altri casi verranno esportati in altri Paesi», scrive ancora l’Oms “e che ulteriori trasmissioni del virus possano succedere”.

Quanto è letale il Coronavirus?

Per ora su 581 casi confermati i morti sono 17, dunque la percentuale dei decessi causati dal virus è del 3 per cento scarso (3 pazienti su 100 che hanno contratto il coronavirus 2019-nCoV sono deceduti). Il dato è ovviamente ancora del tutto provvisorio. Richard Horton, direttore della prestigiosa rivista di medicina The Lancet, il 24 gennaio ha scritto su Twitter: “Un invito alla cautela, per favore. I media stanno aumentando l’ansia parlando di “virus killer” + “crescenti paure”. In verità, da quello che sappiamo attualmente, 2019-nCoV ha una trasmissibilità moderata e una patogenicità relativamente bassa. Non c’è motivo di incoraggiare il panico con un linguaggio esagerato”. 

Come si trasmette il Coronavirus?

Come scrive l’Oms, ci sono sempre maggiori prove che il coronavirus 2019-nCoV possa essere trasmesso da essere umano a essere umano, ma al momento non sono ancora accertate le modalità precise di trasmissione. La Sars si trasmetteva sia per via aerea (per esempio, con uno starnuto o un colpo di tosse) sia per contatto (per esempio, con una superficie su cui si sia depositato il virus). Non è ancora chiaro se il 2019-nCoV abbia queste caratteristiche. Di sicuro, come riporta l’Oms, il nuovo coronavirus, a differenza della Sars, non sembra essere caratterizzato da un elevato rischio di trasmissione al personale medico all’interno degli ospedali. (fonte AGI)