Coronavirus, il report del Cts che ha frenato la Fase 2: “Con liberi tutti 151mila in rianimazione a giugno”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Aprile 2020 20:45 | Ultimo aggiornamento: 29 Aprile 2020 1:35
Coronavirus, il report del Cts che ha frenato la Fase 2: "Con liberi tutti 151mila in rianimazione a giugno"

Coronavirus, il report del Cts che ha frenato la Fase 2: “Con liberi tutti 151mila in rianimazione a giugno”

ROMA – Riaprire tutto da subito porterebbe 151mila persone in rianimazione già a giugno. Sono i numeri messi nero su bianco dal Comitato tecnico scientifico nel report che ha ispirato l’ultimo Dpcm, convincendo il premier Giuseppe Conte ad optare per una Fase col freno a mano tirato dell’emergenza coronavirus.

Numeri impensabili, che porterebbero il Sistema sanitario nazionale al collasso, se si considera che oggi, dopo aver già fatto i conti con la prima drammatica ondata del Covid-19, il Paese può contare su 9 mila posti letto nelle terapie intensive.

Nelle simulazioni, riportate dall’Adnkronos che ha preso visione del documento, si stima che riaprendo tutti i settori, e cioè manifattura, edile, commercio, ristorazione, alloggi, tempo libero e trasporti, le terapie intensive arriverebbero ad aver bisogno di 151.231 posti letto entro giugno. 

Cifra ancor più spaventosa se si guarda alla fine dell’anno: 430.866. A far schizzare il bisogno di posti letto è l’R0, vale a dire il parametro che indica il tasso di diffusione dei contagi, che con il liberi tutti salirebbe rapidamente a 2,25, vale a dire che ogni persona affetta da Covid-19 ne contagerebbe più di due per volta.

Decisivo nel far impennare l’indice contagi anche un’eventuale apertura delle scuole, che il Comitato tecnico scientifico sconsiglia fermamente.

Già riaprendo tutto, ma tenendo le scuole chiuse, a giugno i numeri dei posti letto necessari nelle terapie intensive scenderebbero a 109.970, quasi un terzo in meno rispetto allo scenario degli studenti sui banchi, per arrivare a fine anno a 397.472.

Numeri in ogni caso insostenibili per il nostro Sistema sanitario nazionale. Ecco perché la ripartenza del Paese nella Fase 2 dovrà essere molto più oculata e graduale rispetto a quanto da molti auspicato. (Fonte: Adnkronos)