Coronavirus, Ricciardi: “Bisogna stare attenti. Di solito la seconda ondata è più violenta della prima”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2020 19:21 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2020 19:21
Ricciardi, Ansa

Coronavirus, Ricciardi: “Bisogna stare attenti. Di solito la seconda ondata è più violenta della prima” (foto Ansa)

ROMA – “Bisogna stare a casa ancora un po’ di tempo. Perché l’R con Zero, o indice di riproduzione della malattia, è ancora alto e non capisco da dove si sia generato tanto ottimismo”.

Lo ha spiegato, a Tutta Salute, su Rai Tre, Walter Ricciardi, consulente per il ministero della Salute, sottolineando che “questa è una epidemia subdola perché basta una minima disattenzione per farla ripartire. E normalmente, nelle pandemie, la seconda ondata è ancora più violenta della prima”.

“Si è rallentato l’aumento dei contagi ma ancora abbiamo migliaia di casi nuovi al giorno e purtroppo centinaia morti – dice ancora Ricciardi – Bisogna quindi stare attenti e spiegare che il distanziamento fisico, limitando al minimo le attività non essenziali è il requisito fondamentale per l’uscita dall’epidemia”.

Capitolo immunità.

“Non sappiamo ancora se l’immunità acquisita da chi è contagiato da Sars- Cov-2 sia duratura. Per ora gli studi cinesi iniziati a gennaio ci dicono che ancora dura. Quindi è confermata almeno per 4 mesi. Man mano capiremo per quanto si prolunga. Ma è improbabile che duri tutta la vita”.

La curva epidemica è più piatta rispetto a qualche settimana fa ma, spiega, “purtroppo cresce di più rispetto a Wuhan, perché loro hanno fatto una chiusura totale per tre mesi. In Italia stiamo andando più lentamente perché non possiamo, giustamente, fare un tipo di chiusura così drastica e ‘manu militari’ come fatto dai cinesi. Per noi quindi il percorso potrebbe essere più lungo”.

Quanto alla possibilità che alcune sindromi respiratorie intense verificatisi a dicembre e gennaio in Italia possano essersi trattate già di coronavirus: “Non si può escludere, ma sembra improbabile. Molte sindromi virali provocano gli stessi sintomi di Covid e solo il tampone dà certezza della diagnosi”. (fonte: Ansa).