Coronavirus, Speranza: “L’epidemia non è finita. Ci sono ancora focolai”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2020 11:44 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2020 14:25
Speranza, Ansa

Coronavirus, Speranza: “L’epidemia non è finita. Ci sono ancora focolai” (foto Ansa)

ROMA – Il ministro della Salute Roberto Speranza, alla Camera, ha parlato delle prossime misure del governo per contrastare il coronavirus:

“Aumentano i guariti, si riduce la curva del contagio, molte regioni sono a zero, diminuiscono i deceduti. L’indice Rt è in tutta Italia sotto 1.

Sono dati incoraggianti che però rappresentano solo una parte della realtà.

Le analisi rilevano indicazioni precise che non dobbiamo sottovalutare.

L’epidemia non è finita: ci sono ancora focolai di trasmissione”.

Coronavirus, le parole di Speranza alla Camera

“Occorre tenere alto il numero dei tamponi effettuati soprattutto per ricercare possibili focolai laddove il Covid ci ha fatto più male.

Per questo non bisogna esitare nemmeno un secondo a prendere nuovi provvedimenti rigorosi laddove se ne manifesti la necessità”.

“Questi due dati, altrettanto oggettivi come quelli positivi – ha spiegato Speranza – ci devono invitare ad una convinta e responsabile ulteriore prudenza.

Siamo sulla strada giusta, ma il nemico non è vinto”.

Per questo, ha detto, “è ancora indispensabile il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine, l’igiene personale, evitare gli assembramenti, restare a casa ed avvisare il medico immediatamente ai primi sintomi.

Bisogna continuare a rispettare rigorosamente le misure di quarantena.

Per questo bisogna continuare le attività di screening e contact tracing, anche con le nuove tecnologie e con l’analisi sierologica in corso.

La prudenza resta, per me, la regola fondamentale perché non saremo definitivamente ‘sicuri’ senza il vaccino che è lo strumento principe per sconfiggere definitivamente questa pandemia”.

“Dopo mesi drammatici, tutti, io credo, avvertiamo l’urgente esigenza di allargare e rilanciare il confronto istituzionale, politico e sociale.

“Serve un confronto a tutto campo, a partire dalle forze politiche in Parlamento, con le tante preziose energie delle professioni sanitarie, del mondo scientifico, università, volontariato e associazionismo.

Una forte sinergia istituzionale e sociale è la bussola per attraversare la tempesta”. (Fonti: Ansa, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).