Coronavirus: tutti i pazienti contagiati sviluppano gli anticorpi. Lo studio cinese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Aprile 2020 13:17 | Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2020 18:37
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, studio cinese: tutti i pazienti contagiati sviluppano gli anticorpi (foto Ansa)

ROMA – “Il 100% dei pazienti è risultato positivo all’immunoglobulina G (IgG) antivirale”.

Sono questi i risultati pubblicati su Nature Medicine da un gruppo di ricercatori cinesi che hanno esaminato un campione di 285 pazienti affetti da Covid-19.

Lo studio è stato condotto da un’equipe di ricercatori del Laboratory of Molecular Biology on Infectious Diseases, Ministry of Education, Chongqing Medical University, di Chongqing. 

Si tratta di un risultato molto importante perché dimostra, al di là di qualsiasi dubbio, che l’infezione da coronavirus “produce una reazione da parte del nostro sistema immunitario che porta a una immunizzazione”.

Questo significa che si può pensare che un eventuale vaccino possa essere efficace e che in ogni caso si possa contare anche sulla cosiddetta immunità di gregge per rallentare la pandemia in atto.

Inoltre lo studio dimostra che i test sierologici sono uno strumento molto utile per comprendere la diffusione del virus nella popolazione e per gestire la fase di ritorno alle attività.

“La sieroconversione per IgG e IgM – si legge nell’articolo – si è verificata contemporaneamente o in sequenza. Entrambi i titoli di IgG e IgM hanno raggiunto il plateau entro 6 giorni dalla sieroconversione.

I test sierologici possono essere utili per la diagnosi di pazienti sospetti con risultati RT-PCR negativi e per l’identificazione di infezioni asintomatiche”

.“La percentuale di pazienti con IgG positive per virus positivi ha raggiunto il 100% circa 17-19 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi, mentre la proporzione di pazienti con IgM positive per virus specifici ha raggiunto un picco del 94,1% circa 20–22 giorni dopo l’insorgenza dei sintomi”. 

Le parole di Gianni Rezza (ISS)

“La patente di immunità? Vediamo intanto l’affidabilità dei test, devono essere molto specifici e molto sensibili. Ricordandoci – spiega il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Iss – peraltro che una volta che trovi gli anticorpi devi comunque fare il tampone. Lo studio di oggi è importante, perché ci dice che chi ha avuto infezione sviluppa gli anticorpi, cosa che qualcuno metteva in dubbio per via delle recidive. Ora però dobbiamo essere sicuri che siano protettivi, e a lungo termine. La notizia comunque è buona, anche in prospettiva vaccino”. (Fonti: Agi, Ansa).