Coronavirus, studio cinese: “La quarantena deve durare 21 giorni e non 14”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2020 15:14 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020 15:15
Coronavirus, studio cinese: "La quarantena deve durare 21 giorni e non 14"

Coronavirus, studio cinese: “La quarantena deve durare 21 giorni e non 14” (Foto Ansa)

ROMA – Il periodo di incubazione del coronavirus sembrerebbe essere più lungo di quasi due giorni in più rispetto ai 5 giorni finora stimati sulla base dei malati ricoverati in ospedale. Per questo sarebbe opportuno estendere di altri 4-7 giorni la quarantena di 14 giorni, facendola durare dai 18 ai 21 giorni. Lo suggerisce uno studio dell’Università di Shanghai, pubblicato sul sito MedrXiv, che raccoglie gli studi non ancora validati dalla comunità scientifica.

Secondo il gruppo di Xue Jiang, perché le misure di controllo siano più efficaci, è fondamentale arrivare ad un periodo ottimale di quarantena e isolamento per circa il 95% dei casi che sviluppano sintomi. Ma l’attuale periodo di 14 giorni, si chiede, è quello giusto? Secondo i loro risultati, no.

A questa conclusione sono arrivati analizzando i dati di 2015 malati confermati, di cui 99 bambini, alcuni dei quali ricoverati in ospedale, e altri no, raccolti tra 28 province cinesi. Hanno così potuto vedere che il periodo di incubazione più frequente, per maschi e femmine, è stato di 7 giorni, mentre per i bambini di 9 giorni. Per l’11,6% dei casi il periodo è stato più lungo.

In generale, secondo i ricercatori, l’intera popolazione di malati adulti, sia ricoverati che non, ha avuto un periodo di incubazione mediano di 7 giorni, che è 1,8 giorni più lungo dei casi ricoverati in ospedale segnalati in precedenza. Più lungo ancora (9 giorni) sembra il periodo di incubazione di chi si sarebbe ammalato con trasmissione oro-fecale del virus, mangiando insieme a delle feste, “anche se questo tipo di trasmissione non è stato ancora dimostrato e non ci sono evidenze scientifiche”, commenta il virologo della Statale di Milano, Carlo Perno.

In ogni caso, conclude lo studio, se si allungasse il periodo di isolamento per gli adulti di 4-7 giorni, arrivando quindi in totale a 18-21 giorni, si avrebbe una prevenzione e un controllo del virus più efficace. “Con l’attuale periodo di 14 giorni, secondo i ricercatori, si riuscirebbe a catturare solo l’88% degli infetti”, rileva l’epidemiologa Stefania Salmaso.

“Indubbiamente – continua Salmaso – questi dati sono un tassello in più sulla conoscenza del virus e di come si comporta, che ci può essere utile ai fini delle misure restrittive”. Uno dei quesiti che ci si pone ora è come comportarsi quando sarà finita la fase epidemica.

“Sicuramente non si potrà abbassare la guardia finché il virus non sarà eradicato in ogni parte del mondo, anche perchè non ci sono evidenze di un’immunità protettiva – conclude Perno – Altrimenti si rischia che il virus torni. Se sarà necessaria la quarantena come misura, saranno le autorità a deciderlo”.