Coronavirus, l’azienda italiana Takis sperimenta vaccino su topi: “Su uomo probabile in autunno”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Aprile 2020 19:43 | Ultimo aggiornamento: 3 Aprile 2020 19:43
coronavirus particelle microscopio

Coronavirus, l’azienda italiana Takis sperimenta vaccino su topi. Nella foto Ansa, particelle di coronavirus viste al microscopio eletttronico

ROMA – Luigi Aurisicchio è il fondatore e amministratore delegato di Takis, società biotech italiana con sede nel Tecnopolo di Castel Romano alle porte di Roma. All’Agenzia Dire, Aurisicchio ha raccontato che la sua azienda sta lavorando speditamente ad un vaccino contro il coronavirus: “Abbiamo cominciato la sperimentazione sui topi e avremo i primi risultati intorno alla fine di aprile”.

Dopo il via libera del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità, l’azienda ha fatto partire i test preclinici di 5 vaccini contro il Covid-19: “La sperimentazione sull’uomo potrebbe partire già in autunno”, spiega Aurisicchio, 49 anni, biologo originario di Napoli.  “Almeno è quello che noi speriamo, mentre se vogliamo essere pessimisti, credo al massimo intorno a fine anno o ad inizio del nuovo”.

L’azienda ha cominciato con le sperimentazioni lo scorso 22 gennaio, ossia solo qualche giorno dopo la pubblicazione della sequenza del Dna del Covid-19 da parte dei cinesi.

“Abbiamo esperienza nel settore dell’oncologia, ma quando è uscita la sequenza del virus abbiamo iniziato a lavorarci di nostra iniziativa, mettendoci a disposizione, senza nessun tipo di finanziamento”.

Fino ad ora, fa sapere Aurisicchio, la sua società che conta 25 dipendenti ha speso “intorno ai 70mila euro, per tutta la parte riguardante il disegno molecolare e quella dei primi studi negli animali, ma la fase successiva sarà molto più costosa. Per questo – sottolinea – stiamo cercando dei bandi europei, ultimamente ne è uscito uno del ministero della Salute al quale però non possiamo partecipare perché è destinato solo agli Irccs. Cercheremo allora, come già abbiamo fatto, di collaborare con qualche istituto pubblico. Poi abbiamo attivato un’iniziativa di crowdfunding: per il momento abbiamo raccolto intorno ai 40mila euro, ma dobbiamo arrivare intorno ai 2 milioni, quindi il cammino è molto lungo”.

A proposito dei vaccini, il fondatore di Takis spiega che “questi vengono costruiti al computer e sono ottenuti clonando un frammento dell’informazione genetica del coronavirus nei filamenti circolari di Dna presenti nei batteri. Questo provoca la formazione di anticorpi contro la proteina Spike, che si trova sulla superficie dei Coronavirus, ed è  la principale arma con cui il virus aggredisce le cellule respiratorie umane”.

La Spike “è quella ‘punta’ che esce dalla membrana, una sorta di uncino che si lega alle cellule del nostro polmone. Allora il nostro obiettivo finale è creare degli anticorpi che bloccano la Spike, perché in questo modo il virus non può più entrare nel polmone”, spiega Luigi Aurisicchio.

Una volta compiuti i vari passaggi della sperimentazione, si comincerà con uno studio di fase 1 nell’uomo, inizialmente “su un numero relativamente piccolo di pazienti – spiega il biologo – per verificare che il vaccino dia una risposta immunitaria contro il Covid-19 e soprattutto che sia sicuro, che non dia nessun tipo di effetto collaterale. Poi vengono fatti altri studi, su più larga scala, per poi arrivare alla fase commerciale”.

“Tendenzialmente questo processo dura parecchio, ma oggi le agenzie regolatorie, è importante dirlo, stanno cercando di accelerare tantissimo. Se prima un processo del genere durava anche dieci anni, insomma, adesso durera’ probabilmente 18 mesi”.

Le persone da testare saranno trovate facilmente, spiega ancora Aurisicchio.  ” Si stanno già  proponendo in tantissimi, la nostra casella di posta elettronica è bombardata di messaggi di persone che vogliono farsi vaccinare, a cui noi siamo costretti a rispondere che il vaccino non è ancora pronto e che non glielo possiamo dare, perché dobbiamo fare una serie di studi. Ci scrivono persone di tutte le età, dagli anziani ai giovani, che magari hanno figli piccoli e sono spaventati. Questa cosa devo dire che mi colpisce tanto”.

Tra le circa 40 aziende impegnate in tutto il mondo a trovare il vaccino si è instaurata ormai una sana competizione. Per l’ad di Takis non si tratta di competizione: “Questa è la cosa positiva, c’è collaborazione. Ovviamente è una ‘gara’ per le grandi aziende farmaceutiche, perche’é chi arriva prima avrà una fetta maggiore del mercato. Ma quello che sto vedendo io, invece, è che tra i vari ricercatori a livello internazionale c’è uno scambio continuo di informazioni. Tanto è vero che stiamo partecipando ad alcuni incontri organizzati dall’Organizzazione mondiale della Sanità e durante le riunioni – ha concluso Aurisicchio – ognuno racconta quello che sta facendo e i risultati che ha ottenuto. Insomma – ha concluso Aurisicchio – ci si confronta moltissimo” (fonte Agenzia Dire).