Coronavirus, virologo Crisanti: “Folle riaprire tutto, meglio scegliere un paio di regioni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Aprile 2020 14:48 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2020 14:48
Coronavirus virologo Crisanti: Follia riaprire tutto, test su 2 o 3 regioni

Coronavirus virologo Crisanti: Follia riaprire tutto, test su 2 o 3 regioni (Foto archivio ANSA)

ROMA – Scegliere solo un paio di regioni campione da riaprire per vedere se esplodono nuovi focolai del coronavirus.

Questa la proposta del virologo Andrea Crisanti, che definisce una follia riaprire tutto il Paese come previsto dalla fase 2 dopo il lockdown per il coronavirus.

Se si riaprisse tutto, le terapie intensive sarebbero di nuovo sature entro l’8 giugno, dice un documento dell’Istituto superiore di Sanità del 28 aprile.

Crisanti: “Manca una strategia per la riapertura”

Un pensiero che è condiviso dal virologo, che in una intervista a Il Giornale lamenta da parte del governo una mancanza di strategia per la riapertura.

Per Crisanti il rischio di tornare a un boom di contagi è elevatissimo: “Se si riprende così nel disordine, quei sacrifici saranno vanificati e dovremo ricominciare da capo”.

La proposta del virologo è quella di riaprire solo 2 o al massimo 3 regioni dove la diffusione del virus è stata bassa.

“Per esempio in Sardegna che è isolata, poi in un’altra regione al sud sempre con un numero basso di contagiati”, dice Crisanti.

“Poi necessariamente in una regione del Nord per studiare che cosa succede anche nel caso di un’area ad alta industrializzazione”, spiega il virologo sottolineando il Veneto come candidato ideale.

Riaprendo a scaglioni solo in quelle regioni, sostiene il virologo Crisanti, sarebbe possibile studiare l’eventuale esplosione di nuovi focolai di coronavirus.

Inoltre, spiega Crisanti, “saremmo in grado di circoscriverli concentrando lì tutta la potenza per l’identificazione, l’isolamento e il tracciamento dei positivi e dei loro contatti”.

Coronavirus e fase 2, il virologo sulle riaperture

Riaprire indistintamente per il virologo non ha senso: “Il tessuto economico e sociale è profondamente diverso nelle nostre regioni e l’impatto dell’apertura non sarà lo stesso”.  

Inoltre, i test sierologici per il rilevamento degli anticorpi “non servono a nulla”.

“Come ha ribadito anche l’OMS – dice Crisanti – non esiste la possibilità di assegnare patenti di immunità”.

Non è ancora chiaro, infatti, se sia possibile ammalarsi di nuovo e quindi avere il patentino di immunità.

Per il virologo, il test sierologico è solo di valore statistico, per scoprire i positivi servono i tamponi.

Crisanti si dice invece d’accordo con l’obbligo di mascherine e guanti.

“Anche il rispetto del distanziamento sarà problematico, meglio avere più cautela adesso per evitare ricadute”, conclude. (Fonte: Il Giornale)