Coronavirus, virologo: “Le persone infettate possono sfuggire a un primo controllo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Gennaio 2020 19:26 | Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio 2020 19:26
Coronavirus, virologo: "Le persone infettate possono sfuggire a un primo controllo"

Coronavirus, virologo: “Le persone infettate possono sfuggire a un primo controllo” (foto ANSA)

ROMA – “Controlli e filtri: sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per contenere gli eventuali casi di Coronavirus che arrivano in Italia, ma le persone infettate possono sfuggire a un primo accertamento: il contagio si trasmette già nella fase di incubazione, senza alcun sintomo evidente, e questo rende il virus meno controllabile”. Lo afferma all’AGI Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi del capoluogo lombardo. “Bisogna responsabilizzare le persone – aggiunge – chiunque arrivi dalle aree della Cina colpite dal virus, e presenti sintomi come le febbre alta e la tosse, deve rivolgersi immediatamente alle strutture sanitarie”.

Secondo Pregliasco, comunque, non è il caso di lanciare allarmi eccessivi. “Personalmente rimango ottimista –  sottolinea – le esperienze delle pandemie che abbiamo attraversato nel passato più o meno recente indicano che abbiamo un buona capacità di reazione a livello istituzionale. Con le conoscenze scientifiche e di laboratorio possiamo far fronte a questa situazione, anche se dovremo contare altri morti e una diffusione del virus in aree geografiche più vaste rispetto a quelle attuali”.  

A favore questa volta ha giocato il fattore tempo. “Il governo cinese ha agito più rapidamente rispetto al passato per circoscrivere l’emergenza – osserva il virologo – i cinesi sono riusciti ad isolare subito 200 casi di Coronavirus, e lo hanno fatto durante il periodo dell’influenza”. La cosa non era scontata, dato che la sintomatologia tra le due patologie è similare. Inoltre in tutto il paese “stanno facendo sforzi inusitati. Vediamo se riusciranno a mantenerli per un tempo congruo a spegnere l’incendio”.

Quanto all’Oms, che oggi ha corretto la stima del rischio da ‘moderato’ ad ‘alto’, Pregliasco osserva che “ogni malattia infettiva nuova necessita di tempo per essere ben valutata” e inoltre “le decisioni dell’Oms sono difficili per le conseguenze economiche e politiche che ne derivano”. (fonte AGI)