Coronavirus mutato nei visoni rischia di annullare il vaccino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2020 9:49 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2020 9:49
Visoni e Covid, il ministro Speranza chiude tutti gli allevamenti in Italia

Visoni e Covid, il ministro Speranza chiude tutti gli allevamenti in Italia (Foto Ansa)

Il Coronavirus mutato nei visoni rischia di rendere inutile ed inefficace il vaccino già in sperimentazione.

Il Coronavirus mutato nei visoni potrebbe rendere inutile e inefficace il vaccino anti Covid (uno qualsiasi di quelli già in sperimentazione). Per questo la notizia dell’abbattimento dei visoni è più importante di quello che sembra a prima vista. E per questo interessa tutti noi, al di fuori dei confini della Danimarca, dell’Olanda o di tutti quei Paesi che ne ordinano l’abbattimento di massa.

Una rapida premessa: non c’è ancora una evidenza scientifica ma solo dei timori, sempre però espressi dalla comunità scientifica. Non si è ancora sicuri, cioè se la mutazione del virus SarsCov2 trasmessa dai visoni all’uomo possa avere effetti sulla risposta del sistema immunitario. Ma se così fosse, potrebbe creare non pochi problemi all’efficacia del vaccino che tanto si sta attendendo.

Coronavirus, visoni e vaccino: ecco perché è meglio abbatterli

Nell’incertezza quindi, e visto il ritmo a cui viaggia l’infezione, non si possono correre rischi, sostengono gli esperti di salute animale. L’abbattimento dei visoni in tutti gli allevamenti della Danimarca, dove il virus mutato si è replicato velocemente, è quindi la scelta corretta. Anche perchè questa specie è allevata in almeno 22 paesi su 3 continenti, che quindi sono potenzialmente esposti.

“La mutazione al momento è stata trovata in 12 persone, ma non si sa ancora se possa avere un effetto ai fini della risposta immunitaria. Certo è che allo stato attuale non si possono correre rischi, e quindi l’abbattimento dei 17 milioni di visoni, annunciato dalla premier danese, pur se doloroso, è una misura necessaria”. Lo spiega all’Ansa Canio Buonavoglia, professore di Malattie infettive animali dell’università di Bari.

“Nella fase iniziale dell’epidemia, in primavera, si erano rilevati dei casi di coronavirus trasmessi dall’uomo al visone – continua Buonavoglia. Ma poi sono stati trovati dei virus leggermente diversi nel visone, cioè delle mutazioni che si legavano a questo animale nello specifico”.

Anche nell’uomo il virus mutato nel visone: finora pochi casi ma…

Successivamente è stato osservato questo stesso tipo di virus mutato del visone “anche nell’uomo. Si tratta di 12 casi per ora, pochi quindi, ma questo cambia la prospettiva e crea un certo allarme. Il problema si fa più serio. Cosa succederebbe infatti se queste la trasmettessero a molte altre persone? E’ meglio evitarlo”.

Anche perchè, “visoni di questa stessa specie, Neovison vison o visone americano, sono allevati in dozzine di paesi di almeno 3 continenti”. Lo rileva Herve Bercovier, professore di Microbiologia dell’università di Gerusalemme. Bercovier parla sulla rete internazionale Promed, una sorta di osservatorio delle malattie emergenti.

“Il maggiore produttore è la Cina, seguita dalla Danimarca. Casi di Covid-19 sono stati segnalati finora negli allevamenti anche di Olanda, Spagna, Usa e Svezia”. La scoperta di questa mutazione ha però un risvolto positivo, aggiunge Giorgio Palù, professore emerito di Microbiologia dell’Università di Padova, “perchè ora abbiamo un modello animale su cui testare in modo efficace il vaccino anti-Covid”.