Coronavirus, Zangrillo: “Contagiati non significa malati”. Cartabellotta (Gimbe): “Dire così è una bestemmia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Agosto 2020 17:30 | Ultimo aggiornamento: 13 Agosto 2020 17:30
Coronavirus, Zangrillo: "Contagiati non significa malati". Cartabellotta (Gimbe): "Dire così è una bestemmia"

Coronavirus, Zangrillo (nella foto Ansa): “Contagiati non significa malati”. Cartabellotta (Gimbe): “Dire così è una bestemmia”

Coronavirus, il professor Zangrillo: “Essere contagiati non significa essere malati”. E Cartabellotta lo critica

Scontro tra Alberto Zangrillo e Nino Cartabellotta sui contagiati da coronavirus. Le notizie relative ai contagi degli ultimi giorni sono “la conferma di quello che ho detto il 28 aprile, quando appena usciti dalla fase più drammatica dell’epidemia dissi che dovevamo imparare a convivere col virus: essere contagiati non significa essere malati”. Sono le parole del professor Alberto Zangrillo, prorettore dell’Università San Raffaele e primario di terapia intensiva al San Raffaele di Milano, a In Onda su La7.

Le parole di Zangrillo

“Fa bene il governo ad adottare con le regioni tutte le norme per cercare di identificare precocemente i contagiati. Non dobbiamo però confondere il contagiato con il malato. Il contagiato ha un’evidenza sierologica per cui è venuto a contatto con un virus e nel 99% dei casi non manifesta una sintomatologia clinica. Ci sono appuntamenti che potrebbero creare disagio e preoccupazione, come la riapertura delle scuole, ma non dobbiamo creare confusione: essere contagiati non significa essere malati, non ha alcun significato dal punto di vista clinico-sanitario”, aggiunge.

Le critiche di Cartabellotta (Fondazione Gimbe) 

Su Twitter, però, c’è chi non ha apprezzato le parole del professor Zangrillo. Nino Cartabellotta, medico e presidente della Fondazione Gimbe, è stato lapidario: “Questa affermazione in ottica di sanità pubblica è una grande bestemmia, caro Zangrillo”.

Ma Zangrillo ha replicato: “Studia”. (Fonti: Twitter, In Onda)