Coronavirus, Zangrillo: “Circola, ma in Italia non è più letale. Seconda ondata? Forse non ci sarà”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 Luglio 2020 12:03 | Ultimo aggiornamento: 4 Luglio 2020 12:03
Zangrillo sul coronavirus: "Circola, ma in Italia non è più letale. Seconda ondata? Forse non ci sarà"

Coronavirus, Zangrillo: “Circola, ma in Italia non è più letale. Seconda ondata? Forse non ci sarà” (Foto Ansa)

“Tutti i virus circolano, a maggior ragione questo. Ma in Italia il coronavirus ha esaurito la sua forza letale”: a dirlo è Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele, in un’intervista al Corriere della Sera. 

Coronaviruz, Zangrillo: “Il virus circola, ma in Italia ha esaurito la sua forza letale”. 

“Tutti i virus circolano, a maggior ragione questo. Sta circolando negli Stati Uniti e in Italia nei focolai, ma qui circola in modo ‘benigno’. In questo momento in Italia ha esaurito la sua forza letale, perché sta facendo quello che fanno tutti i virus, cioè adattarsi al suo ospite”. Lo ha detto Alberto Zangrillo, primario dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione e della Terapia intensiva del San Raffaele, in un’intervista al Corriere della Sera. 

“Probabilmente nella sua evoluzione adattativa sta anche modificando alcune sue caratteristiche. Questo non vuol dire che sia mutato, ma qualcosa sta accadendo a livello delle proteine di superficie del virus. Le stesse modificazioni che lo rendevano molto letale tre mesi fa, adesso lo rendono meno aggressivo”.

Secondo Zangrillo, “la capacità del virus di produrre malattia è uniformemente scomparsa nel contesto nazionale. È un’evidenza dalle cartelle cliniche”.

“Il lockdown, il distanziamento e le mascherine sono misure che hanno sicuramente contribuito ad abbassare la carica virale, ma si è ridotta anche la forza letale del virus, perché la correlazione tra carica virale e capacità di produrre malattia (anche grave) è dimostrata”.

Zangrillo sulla seconda ondata di coronavirus

Quanto al futuro, “tutti dicono che siamo alla fine della prima ondata e attendono l’arrivo della seconda, io credo invece che il virus si possa fermare qua“, afferma Zangrillo.

“Sono un inguaribile ottimista: credo che abbiamo il 50% di possibilità che il coronavirus se ne vada. Se così non fosse, quel che temo di più è aver perso tempo a organizzare strutture e infrastrutture invece di rimettere in equilibrio il rapporto tra l’ospedale e il territorio. Chi lavora sul territorio e in prima linea negli ospedali deve pretendere che gli ammalati vengano ricoverati subito perché, in assenza di una terapia specifica, le cure che abbiamo devono essere adottate con tempestività”. (Fonti: Ansa, Il Corriere della Sera)