Covid nel cervello e cuore: per il 30% italiani c’è ma si esagera, 20% rifiuta vaccino

di Lucio Fero
Pubblicato il 4 Novembre 2020 11:08 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2020 11:08
Italia. Covid nel cervello e cuore: per il 30% italiani c'è ma si esagera, 20% rifiuta vaccino

Covid nel cervello e cuore: per il 30% italiani c’è ma si esagera, 20% rifiuta vaccino (Nella foto Ansa, un corteo di negazionisti)

Covid nel cervello e nel cuore, covid nella testa e nell’animo degli italiani. Un sondaggio condotto da Observa Scienze Society e pubblicato dal Corriere della Sera rivela sentimenti, stati d’animo prima ancora che opinioni.

Alcune percentuali sono in certa misura attese, altre sorprendono ma non più di tanto. Complessivamente si può osservare come Covid lavori e scavi e penetri anche nel cervello e cuore appunto, contagiando anche buona parte del pensare di molti, moltissimi di noi.

COVID CERVELLO E CUORE… NON C’E’, SE LO SONO INVENTATO: 6,5%

I negazionisti in senso stretto, quelli che il Covid non c’è, è solo un’invenzione dei poteri per fregarci economicamente e toglierci la libertà, non fosse per i giornali e giornalisti che pur disprezzano, starebbero in ultima galleria del teatro Italia e non in prima fila e spesso sul palcoscenico.

Quelli che Covid no0n c’è risultano al sondaggio un bel mucchietto, ma un mucchietto: 6,5%. Una minoranza rumorosissima. E coccolatissima dal circuito dell’informazione che regala loro par condicio informativa (si fa per dire). Sei /sette per cento della popolazione vorrebbe dire tra i tre e i quattro milioni (un po’ di meno detraendo i senza opinione per anagrafe, diciamo gli italiani fino a dieci anni d’età). Comunque milioni, mica quattro gatti.

Ma letteralmente ogni starnuto e colpo di tosse o di teatro dei negazionisti viene trattato da quotidiani e tv come moto popolare e soprattutto come il momento del trapezista nel circo quotidiano dello show notizie. Quindi i negazionisti a tutto titolo hanno più titoli in pagina, appaiono di più come fossero di più, sono l’attrazione. 

Strano paese: qualche mese fa tutti a condividere la metafora della guerra al virus. Se era guerra, i negazionisti cosa sarebbero, disertori? Disertori no, di certo però in evidente intelligenza con il nemico (scusandosi con il termine intelligenza scomodato nel caso a sproposito). Mai visto qualcuno in guerra intervistare chi giura che il nemico non esiste? Beh, potete vederlo in tv più o meno ogni giorno.

I RIDUZIONISTI, QUELLI CHE C’E’ MA SI ESAGERA

Molti, molti di più e infinitamente variegati sono quelli che si possono chiamare i riduzionisti. Pandemia c’è ma non è poi così panda. E comunque si esagera. Sono il 30 per cento. Tanti, tantissimi. Quelli che si dice mezza Italia. Difendono più che altro bottega e lavoro, è un riduzionismo di opportunità se non di necessità. Ma è anche riduzionismo culturale: sette decenni di sostanziale invulnerabilità, sette decenni di va tutto meglio di anno in anno non potevano non indurre la cultura che non può che andar bene, passare e passare senza far troppo male. Sono due generazioni che non ci succede nulla di davvero non curabile, anzi. Proprio adesso? Non ci posso credere, state, stiamo esagerando…

MA QUANDO FINISCE, SE NON FINISCE LA COLPA E’…

Il vero sentimento dominante che emerge dai dati della ricerca sondaggio è l’imperiosa e al tempo stessa sfinita richiesta del quando finisce. Con ovvio corollario: se non finisce deve essere colpa di qualcuno. E, siccome non finisce, perdono consenso tutti e tutto. In percentuale la Protezione Civile perde 18 punti, il governo 16 punti, le Regioni 21 punti, i medici 23 punti.

Cuore e cervello degli italiani non riescono a reggere e a concepire che pandemia non finisca e traducono questa ansia insoddisfatta in lamento per  la “confusione” che inducono gli esperti. Il 62% degli italiani giudica confusi e confusionari esperti, scienziati, medici…Da loro infatti cuore e cervello degli italiani vorrebbero quel che la scienza non è: certezza assoluta e celere. Una forma ingigantita del diritto naturale alla guarigione che viene reclamato quando si è malati. Il dolersi per la “confusione” è il disappunto, la stizza perché qualcuno non fa qualcosa e non la fa finire questa pandemia. D’estate si diceva infatti che “aveva stufato”. 

VACCINO ANTI COVID, NON C’E’ MA 21,5% NON SI VACCINEREBBE

Vaccino anti Covid, non c’è. E non ci sarà, se ci sarà, a livello di massa prima della fine del 2021 o inizio 2022. Quindi si parla di una entità astratta, una entità trascendente al momento. Che appare nelle forme di una divinità benevola a venire al 36 per cento degli italiani che dichiara essere pronta a farsi vaccinare subito.

Vaccino invece divinità diabolica per il 21,5% degli italiani che rifiuterebbero il vaccino anche se ci fosse. Uno su cinque di fatto No Vax per il vaccino anti Covid. Un dato enorme, anche se prevedibile nella sua enormità e del tutto coerente con il decomporsi del pensiero razionale e scientifico e il comporsi in forma di senso comune del pensiero magico.

Eppure il dato che non t’aspetti è ilo 38 per cento che, in presenza di vaccino anti Covid, aspetterebbe. Non si vaccinerebbe subito e neanche rifiuterebbe il vaccino. Aspetterebbe, manderebbe avanti gli altri. A comporre questa maggioranza relativa nel campione sulle intenzioni vaccinali c’è sia un razionalissimo timore che il vaccino anti Covid sia stato realizzato troppo in fretta e quindi possa essere per così dire imperfetto, sia il non fidarsi della scienza e della medicina ormai sedimentato nella coscienza collettiva. Si vedrà, se e quando vaccino sarà.