Covid, in Germania più morti con l’influenza del 2018. Lunelli: “Con piano pandemico adeguato, in Italia 10mila decessi in meno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2020 16:09 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2020 16:09
Donna scopre di avere il Covid dopo aver misurato la saturazione con un'app

Donna scopre di avere il Covid dopo aver misurato la saturazione con un’app (Foto Ansa)

Lo rivela uno studio di Pier Paolo Lunelli, ex generale dell’Esercito autore di diversi piani pandemici. Il dossier è al vaglio della Procura di Bergamo. 

In Germania ci sono stati più morti con l’influenza stagionale del 2018 che col Covid.

Il dato emerge da uno studio firmato da Pier Paolo Lunelli, l’ex generale dell’Esercito autore di un dossier al vaglio della Procura di Bergamo.

Il paragone tra Italia e Germania 

Lunelli sostiene che con un piano pandemico adeguato, come quelli predisposti da altri Stati, l’Italia avrebbe contato 10mila vittime in meno

L’ex generale propone un paragone tra Italia e Germania analizzando alcuni dati Istat e un articolo apparso su The Lancet.

Da questo risulta che “l’incidenza della pandemia in Germania non si è pesantemente discostata dalla media degli anni precedenti, come invece è accaduto in Italia”.

In particolare, dal 9 al 15 marzo, una delle settimane in cui il virus ha colpito con più ferocia, il numero dei decessi in Germania “è di poco al di sotto della media dei 4 anni precedenti”.

“Questo numero si discosta poi da questo valore verso l’alto per rientrare nei valori medi nella 15esima settimana (dal 6 al 12 aprile)” aggiunge.

“L’incidenza della pandemia sembra sia risultata addirittura inferiore a quella dell’influenza stagionale del 2018 quando la mortalità era arrivata a 27mila decessi nella decima settimana (inizio di marzo)”.

“In Italia invece l’eccesso di mortalità a marzo e aprile “è stato consistente, un totale di 53mila decessi”. 

Il tasso di mortalità non sono solo i morti di Covid 

Presupposto del ragionamento di Lunelli è che “minore è il tasso di mortalità, minore è il numero di vittime e migliori le performance di un Paese nell’affrontare l’emergenza sanitaria”.

E molto, secondo l’esperto, dipende dai piani pandemici molto deficitari in Italia, a differenza che in Germania. 

Lo studio punta anche a far emergere che il tasso di mortalità da calcolare non è quello dei pazienti deceduti positivi Covid, ma quello “causato dall’emergenza sanitaria a sua volta causata dal coronavirus, un dato ricavato confrontando i numeri dei registri all’anagrafe con la media dei decessi dei 5 anni precedenti”.

In Italia “l’eccesso osservato nella mortalità complessiva rispetto alla media dei 5 anni precedenti ha notevolmente superato il numero dei decessi registrati dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile come direttamente legati alla patologia da Covid. Nel periodo marzo-aprile il tasso di mortalità dell’intera emergenza sanitaria causata dal Covid è superiore del 70% a quello riferito soltanto alla patologia Covid”.

Tra le cause ipotizzate per questo eccesso, Lunelli individua anche la mortalità indiretta causata dal collasso del sistema ospedaliero, “soprattutto in Lombardia e nelle province di Bergamo, Cremona e Brescia”. (fonte AGI