Covid, quarantena si può accorciare ancora: forse bastano solo 7 giorni per fermare il contagio

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2020 17:18 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2020 17:18
Covid, forse bastano 7 giorni di quarantena per fermare il contagio: il tampone va fatto dopo

Covid, forse bastano 7 giorni di quarantena per fermare il contagio: il tampone va fatto dopo

In principio erano 14 giorni di quarantena, poi dieci, ora forse ne bastano solo sette per fermare la diffusione del Covid. A rivelarlo uno studio, pubblicato sulla piattaforma di pre-stampa medRxiv e in attesa di revisione, condotto dagli esperti dell’Università Yale. 

Una settimana di isolamento potrebbe essere sufficiente per evitare che i positivi diffondano l’infezione, dicono i ricercatori. Ammesso che il responso del settimo giorno sia negativo. 

“Fino a poco fa, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) consigliavano una quarantena di due settimane – spiega Jeffrey Townsend della Yale University School of Public Health (YSPH) – ma ridurre i tempi rappresenta un metodo più veloce e più semplice, che potrebbe consentire un risparmio in termini di tempo e denaro”.

Il team ha elaborato una teoria matematica distinguendo tre diversi scenari di durata della quarantena e testato il modello sui lavoratori delle piattaforme petrolifere che sono stati messi in quarantena da cinque a sette giorni tra aprile 2020 e agosto 2020.

Il tampone a inizio quarantena non è affidabile

“Eseguire un tampone all’inizio della quarantena, in caso di contatti con una persona risultata positiva – aggiunge l’esperto – potrebbe non restituire un valore affidabile, perché l’infezione deve diffondersi nell’organismo, per cui un test successivo al periodo di isolamento potrebbe essere molto più rappresentativo”.

I lavoratori, riportano gli autori, sono stati testati prima dell’inizio della quarantena, alla fine e dopo il periodo di isolamento.

“I nostri risultati suggeriscono che i test condotti quattro giorni dopo l’inizio della quarantena sono riusciti a evidenziare un numero significativo di casi non considerati nei giorni precedenti – commenta il ricercatore – dei 47 casi, 16 sono stati identificati solo in un secondo momento”.

“Questa è stata un’implementazione di grande successo della nostra teoria basata sui dati – conclude Townsend – credo che in caso di viaggi, sia necessario adottare una quarantena di almeno una settimana ed effettuare il test all’ultimo momento utile, in modo da dirimere qualunque dubbio prima della ripresa dei contatti sociali”. (Fonte: Agi).