Crisanti: “Calcetto no ma scuola calcio sì, il nuovo Dpcm non ha senso” VIDEO

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Ottobre 2020 12:08 | Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2020 12:37
Crisanti: "Calcetto no ma scuola calcio sì, il nuovo Dpcm non senso"

Crisanti: “Calcetto no ma scuola calcio sì, il nuovo Dpcm non ha senso” (foto Ansa)

Il microbiologo Crisanti attacca il nuovo Dpcm: “Che senso ha vietare il calcetto tra amici ma permettere le scuole calcio?”.

Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova, si scaglia contro il nuovo Dpcm che vieta il calcetto amatoriale ma permette alle scuole calcio di proseguire la loro attività agonistica.

Faccio fatica anche io a cogliere il razionale di questo particolare, -. Spiega l’esperto nel corso di un intervento al programma L’Aria che tira – però evidentemente ci sono delle ragioni che ci sfuggono”.

Cosa dice il Dpcm

Il testo del Dpcm.   

 ”Lo svolgimento degli sport di contatto  come individuati con successivo provvedimento del Ministro dello Sport, è consentito da parte delle società professionistiche e – a livello sia agonistico che di base – dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, come sopra individuati, aventi carattere amatoriale”. 

Tempo fa la sua presa di posizione contro la riapertura degli stadi ai tifosi.

“Riaprire gli stadi adesso è da irresponsabili, ora dobbiamo metabolizzare l’apertura delle scuole e vedere come va”.

Lo dice Andrea Crisanti, professore di Microbiologia all’Università di Padova.

“Le cose vanno fatte gradualmente – aggiunge – quando sento che gli stadi vanno riaperti perché il comparto muove un sacco di soldi penso che se poi andiamo verso una maggiore diffusione del virus la situazione potrebbe addirittura precipitare”. (fonti L’Aria che tira,  ANSA e ilgiornale.it).