Salute

Curarsi da soli, ecco come: alimentazione, meditazione, omeopatia, agopuntura

Omeopatia, agopuntura e meditazione: così il corpo guarisce con l'auto-cura

Omeopatia, agopuntura e meditazione: così il corpo guarisce con l’auto-cura

ROMA – Guarire con l’auto-cura, dall’alimentazione sana e l’attività fisica a pratiche come l’omeopatia e l’agopuntura. In Italia il si affidano alle medicine complementari circa il 20% dei pazienti adulti, anche se il 73% di questi spiega di usarle insieme alla medicina tradizionale, e il 10% di bambini e ragazzi fino ai 14 anni.

Quali sono le pratiche di auto-cura? In primis c’è uno stile di vita più sano, dove alleate preziosi sono gli alimenti considerati terapeutici come le nocciole, i broccoli, il pesce e il vino rosso, che tra omega 3 e antiossidanti aiutano il sistema cardiocircolatorio. Ovviamente anche l’attività fisica se usata in modo costante rimane un ottimo strumento per preservare la salute, soprattutto negli anziani e nei malati cronici.

 

Esistono poi le medicine complementari, che in Italia vantano in totale 16mila medici. Di questi 12mila praticano regolarmente l’omeopatia, mentre sono 3mila quelli che praticano l’agopuntura e mille quelli che si occupano di fitoterapia. Tre medicine alternative che puntano soprattutto a combattere le patologie acute e le sindromi di dolore.

Michele Bocci per Repubblica chiede a Fabrizio Benedetti, professore di Torino, di spiegare alcune auto-cure, in particolare l’effetto placebo, cioè quando prendendo una semplice mentina si ottengono gli stessi risultati di un farmaco:

«Ci sono studi che dimostrano come il 75 per cento dell’effetto antidepressivo deriva da questo fattore. Ma le percentuali di efficacia sono alte anche se viene confrontato a medicinali per il dolore, per i disordini del movimento, per il morbo di Parkinson e per i problemi del sistema immunitario ed endocrino».

Il placebo, spiega Benedetti, è un meccanismo di tipo psicologico e sociale:

«L’aspettativa di un beneficio mette il cervello in un determinato stato, inibisce il dolore, migliora la performance motoria. Per certi versi si tratta di un inganno per far agire i neuroni».

Esistono poi la meditazione e il neurofeedback, di cui a Repubblica parla lo psichiatra bolognese Alberto Chiesa:

«È stato visto che otto settimane di meditazione riducono l’attivazione dell’amigdala, una parte del cervello che risponde prepotentemente agli stimoli di rabbia, paura, ansia, desiderio incontrollato. Inoltre si sviluppa l’attività della corteccia prefrontale, deputata alla gestione in tempo reale delle emozioni».

La meditazione si rivela importante per ridurre stress e ansia, agendo così direttamente anche sul nostro sistema immunitario

«In generale queste persone sono più stabili, e questa pratica infatti aiuta anche contro le dipendenze». Il neurofeedback invece è utilizzato per deficit di attenzione, iperattività, dolori cronici, insonnia e stress.

Per deficit di attenzione, iperattività e dolori cronici invece si usa il neurofeedback, una specie di “specchio” della mente, spiega Daniela Palomba, professore di psicologia a Padova:

«E’ un po’ come imparare a camminare: la persona deve cavarsela da sola e capire come agire sulle varie fasi encefalografiche, quella rilassata, quella vigile e così via».

Con o senza medicinali, il corpo dimostra in alcune occasioni di avere la capacità di curarsi da solo, principio che è alla base delle medicine complementari, spiega Sonia Baccetti, dirigente del “Fior di prugna” di Campi Bisenzio (Firenze), il primo ambulatorio pubblico di agopuntura e fitoterapia in Italia:

«Se vai dall’omeopata o dall’agopuntore ti chiederanno di fare attenzione agli stili di vita. Le nostre sono medicine curative e preventive, e agiscono anche attraverso la psiche. Partono cioè dal potere dell’organismo di affrontare i problemi di salute da solo. Ma aggiungono anche altro: la fitoterapia punta sui principi attivi delle erbe e l’agopuntura stimola zone dell’organismoattraverso gli aghi».

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