Danni del sole d’estate: pelle invecchiata e cancro. Come proteggersi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 11:28 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 11:28
Danni del sole d'estate: pelle invecchiata e cancro. Come proteggersi

Danni del sole d’estate: pelle invecchiata e cancro. Come proteggersi

ROMA – L’estate arriva e insieme a lei la voglia di abbronzatura, ma fare attenzione al primo sole è importante. Gli effetti dei raggi Uva infatti possono causare l’invecchiamento della pelle, ma soprattutto indurre la formazione di nei e di tumori. La prima regola dunque è proteggersi sempre dal sole nelle ore più caldo e di esporsi solo dopo aver spalmato sulla pelle creme con filtri solari adeguati.

Silvia Turin per il Corriere della Sera ha intervistato Antonio Cristaudo, presidente dell’Adoi, e insieme hanno riassunto i 9 consigli per proteggersi dai danni del sole:

1. La foto choc che rivela i danni causati dai raggi solari

Questa immagine tre anni fa fece il giro del mondo. È il volto di un uomo fotografato all’età di 69 anni e che per 18 anni aveva fatto il camionista. La parte sinistra del suo volto sembra molto più vecchia perché essendo quella lato finestrino, per anni è rimasta molto più esposta ai raggi del sole nelle ore in cui l’uomo era al volante. La grande differenza tra le due parti del volto indica il drammatico effetto che ha avuto il sole sulla sua pelle, facendola invecchiare in modo precoce.

Il caso è stato studiato da scienziati della Northwestern University di Chicago e pubblicato sul «New England Journal of Medicine». L’esame della pelle aveva evidenziato che il paziente è affetto da «dermatoheliosis», ovvero invecchiamento precoce della pelle causato dall’esposizione cronica ai raggi Uva, che provocano l’ispessimento e l’icrespatura della cute e la distruzione delle fibre elastiche.Il caso è certamente estremo, ma la cattiva esposizione ai raggi solari può rivelarsi molto pericolosa. Ecco qualche consiglio per proteggere al meglio la pelle dai raggi solari.

2. Quale fattore di protezione
Utilizzare filtri solari con un fattore di protezione solare (Spf) uguale o superiore a 15. Basta un fattore medio nella maggioranza dei casi: infatti la crema a protezione 50+ protegge solo il 5 per cento in più di quella a fattore 30. L’importante, nel caso di bambini o persone con fototipo chiaro, è non scendere mai sotto ai 15.

3. Riapplicare periodicamente la protezione
Applicare i solari prima di uscire di casa, fin dal mattino, e rinnovare l’applicazione ogni due ore, specie dopo un bagno, anche se resistenti all’acqua. La protezione, infatti, scompare dalla pelle dopo questo periodo di tempo.

4. Per quanto tempo bisogna proteggere la pelle
Bisogna applicare i prodotti protettivi anche sulla pelle abbronzata e se si ha un fototipo scuro, eventualmente ridurre gradatamente il fattore di protezione. Con un fototipo chiaro e per i bambini, la protezione alta andrebbe usata sempre. E comunque la protezione protegge la pelle dai danni dei raggi ultravioletti e dall’invecchiamento. L’80 per cento delle rughe che vedete guardandovi allo specchio è provocato dal sole. Inoltre, il sole disidrata la pelle e può favorire l’insorgere di macchie cutanee dovute all’età.

5. Quando prendere il sole
Bisogna evitare di esporsi quando l’irraggiamento è all’apice della sua intensità, specie nel caso dei bambini piccoli. Al mattino il sole, rispetto a mezzogiorno, ha meno raggi UVB, quelli che scottano la pelle, ma la stessa intensità di raggi UVA, quelli che invecchiano la pelle e nel tempo causano i tumori, l’unico vantaggio quindi, rimane quello di non scottarsi. Non basta, inoltre, stare all’ombra: i raggi solari sono riflessi dalla sabbia e dall’acqua, quindi rimanere seduti all’ombra o sotto l’ombrellone vuol dire prendere circa il 50 per cento dei raggi presenti direttamente sotto il sole. Attenzione alle giornate nuvolose: i raggi UV riescono a filtrare e a scottare la pelle. Occorre, quindi, non esporsi a lungo anche con questo tempo. Infine non bisogna dimenticare che i colpi di sole, in estate, non si prendono solo in spiaggia, ma anche in altri luoghi assolati.

6. Altre precauzioni per i piccoli
I bambini molto piccoli non dovrebbero prendere il sole, a meno di indossare cappello, maglietta e lenti da sole, in grado di filtrare Uva e Uvb. In ogni caso, sempre in ore in cui l’irraggiamento non sia all’apice della sua intensità.

7. Attenzione all’effetto «a specchio»
Asciugarsi bene dopo il bagno: l’effetto «a specchio» delle goccioline riduce l’efficacia dei prodotti protettivi, anche di quelli resistenti all’acqua. Attenzione anche ad altitudine, cielo leggermente nuvoloso, superfici riflettenti e vento: riducono la sensazione del pericolo e così è più alto il rischio scottatura.

8. Anche le creme solari hanno una scadenza
Occhio ai solari dell’anno precedente: anche le creme hanno una durata e dopo 12 mesi dall’apertura non garantiscono più il fattore di protezione iniziale.

9. Antiossidanti o betacarotene
Attenzione a credere di evitare le scottature assumendo antiossidanti o betacarotene: non vi sono dimostrazioni attendibili che si possono evitare le scottature assumendo prodotti per via orale. Il betacarotene stimola la formazione di melanina, che oltre a regalarci un colorito più scuro, protegge la pelle dagli effetti negativi delle radiazioni solari. Anche gli antiossidanti sono in grado di proteggere la pelle dall’invecchiamento cutaneo e dagli effetti dannosi dei raggi UV. Comunque da soli non bastano e le precauzioni elencate devono essere lo stesso rispettate”.