Data del parto da test del sangue: così si prevedono nascite pretermine

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 giugno 2018 20:45 | Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2018 20:45
Data del parto da test del sangue: così si prevedono nascite pretermine

Data del parto da test del sangue: così si prevedono nascite pretermine (Foto Ansa)

ROMA – Scoprire la data del parto da una semplice analisi del sangue, semplicemente leggendo le molecole di Rna fetali che circolano nel sangue materno, trasportando le informazioni necessarie a produrre le proteine.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] La tecnica, descritta dal gruppo dell’università di Stanford sulla rivista Science, sembra promettente e potrà aiutare a ridurre i problemi legati alle nascite premature.

Lo stesso gruppo di ricercatori già nel 2008 aveva sviluppato un test del sangue per rilevare la sindrome di Down, sempre cercando le molecole di Rna fetale nel sangue materno. In questo caso, con la collaborazione dello Statens Serum Institute, i ricercatori hanno lavorato su due gruppi di donne, raccogliendo i loro campioni di sangue durante la gravidanza: un gruppo era composto da 31 danesi che avevano partorito a termine, e uno da 38 americane a rischio di parto pre-termine, perché già avevano avuto delle contrazioni o con un precedente parto prematuro.

Dal gruppo delle donne che avevano portato a termine la gravidanza dei tempi previsti, i ricercatori sono riusciti a identificare “un gruppo di 9 molecole di Rna messaggero che sono una sorta di ‘orologio’ e indicano l’età del feto con la stessa accuratezza di un’ecografia”, spiega Davide De Pietri Tonelli, coordinatore del laboratorio di neurobiologia dell’Rna dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova.

Queste molecole però non hanno funzionato per prevedere in anticipo un eventuale rischio di parto pretermine. Così i ricercatori hanno continuato a lavorare su entrambi i gruppi di donne, riuscendo a identificare altri 7 geni che indicavano una possibile nascita prematura in 6 casi su 8, quindi con un’accuratezza del 75-80%.

“Si tratta principalmente di geni materni, diversi da quelli che danno informazioni sull’età gestazione – aggiunge Mira Moufarrej, una dei ricercatori -. Pensiamo che sia la madre a mandare un segnale che è pronta a ‘tagliare la corda’”.

Attualmente i medici, per stimare la data del parto, si basano sulla data dell’ultimo ciclo mestruale materno e l’ecografia a ultrasuoni, ma i risultati non sempre sono affidabili. A differenza dell‘ecografia, che necessita di personale specializzato per interpretarla e apparecchiature costose non sempre disponibili nei paesi più poveri, questo nuovo test è semplice e abbastanza economico da poter essere fatto anche in strutture con poche risorse. “Si tratta di una tecnica molto promettente – conclude De Pietri Tonelli – e più accessibile rispetto all’ecografia, ma va testata su un numero maggiore di donne. E’ comunque un buon inizio”.

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