Diabete e frutta secca, 125 grammi a settimana per ridurre il rischio di infarto e ictus

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2019 14:59 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2019 14:59
Diabete, rischio infarto e ictus ridotto con la frutta secca

Diabete e frutta secca, 125 grammi a settimana per ridurre il rischio di infarto e ictus

ROMA – Cinque manciate di frutta secca a settimana, per un totale di 125 grammi circa, sono un valido aiuto per chi soffre di diabete e vuole ridurre il rischio di infarto e ictus. A dimostrarlo è il nuovo studio condotto dagli epidemiologi e nutrizionisti della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston e diretto da Gang Liu.

Secondo i ricercatori, mangiare cinque porzioni da circa 28 grammi di frutta secca aiuta i pazienti a contrastare i danni del diabete, una patologia che raddoppia il rischio di sviluppare malattie dell’apparato cardiovascolare come ictus e infarto. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Circulation Research e ha riguardato per la prima volta un’ampia casistica di pazienti diabetici, confermando che anche su questa popolazione specifica la frutta secca è un toccasana per il cuore. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi all’alimentazione di 16.217 persone di entrambi i sessi, prima e dopo la diagnosi di diabete, in particolare i dati inerenti il consumo di frutta secca durante un periodo di diversi anni. 

Durante il periodo di monitoraggio sono stati registrati 3.336 casi di malattia cardiovascolare (inclusi 2.567 infarti e 789 ictus) e 5.682 decessi (1.663 per problemi cardiovascolari e 1.297 per tumore). Dallo studio è emerso che consumare 5 o più porzioni di frutta secca a settimana riduce il rischio cardiovascolare di un paziente diabetico del 17% rispetto a un paziente che ne consumi meno di una porzione al mese (in particolare riduce del 20% il rischio di infarto, del 34% il rischio di morte per cause cardiovascolari e del 31% la mortalità per tutte le cause). 

Inoltre, rispetto alle persone che, dopo la diagnosi di diabete, non hanno modificato le proprie abitudini alimentari relativamente al consumo di frutta secca, coloro che ne hanno incrementato i consumi presentavano una riduzione dell’11% del rischio cardiovascolare, una del 15% del rischio di infarto e una del 25% del rischio di morte per cause cardiovascolari, infine una riduzione del 27% del rischio di morte prematura per qualunque causa.