Mangiare meno non fa vivere più a lungo: studio smentisce la dieta ipocalorica

Pubblicato il 30 agosto 2012 11:24 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2012 11:24
dieta ipocalorica

Dieta ipocalorica? Al macaco non allunga la vita

ROMA – L’equazione meno calorie uguale più anni di vita potrebbe non essere vera. Test ultra ventennali condotti su dei macachi non hanno dato i risultati attesi dalla comunità scientifica. L’ipotesi era che se i nostri cugini primati avessero vissuto di più e con un generale stato di forma migliore, osservando una rigorosa  dieta povera di grassi e zuccheri, allora anche per l’uomo sarebbe successo lo stesso. Con l’imprimatur del metodo sperimentale. Ma i macachi tenuti a stecchetto non hanno vissuto più a lungo dei più fortunati che, presi come termine di confronto, mangiavano regolarmente. Effetti se ne sono avuti, ma solo se la dieta veniva imposta ai macachi anziani. E le cause di morte non hanno segnalato una inaspettata conformità, senza differenze evidenti per quanto riguarda cancro e cardiopatie. La ricerca, pubblicata su Nature, è stata ripresa anche sul New York Times del 30 agosto.

Dal laboratorio sono usciti dati che mostrano come un calo del livello di colesterolo e di zucchero nel sangue è riscontrabile solo nel maschi dei macachi anziani che avessero iniziato una riduzione del 30% di calorie. Non nelle femmine. I trigliceridi di maschi e femmine sono diminuiti allo stesso modo ma solo con una dieta iniziata nella terza età. Una dieta iniziata da giovani o durante la mezza età non ha prodotto risultati significativi, a parte un leggero calo nell’insorgenza dei tumori.

I risultati hanno deluso i ricercatori guidati da Rafael de Cabo del National Institute on Aging: si aspettavano di confermare gli studi di una ricerca simile della Università del Wisconsin del 2009 che invece legittimava la correlazione tra dieta e allungamento della speranza di vita. Si consoleranno con la conferma metodologica della bontà e della necessità delle repliche nei test scientifici. Al punto che molti ricercatori non si fanno abbattere dalle mancate evidenze di un solo test. La corrispondenza tra calorie e aspettativa di vita ha origini lontane: la prima conferma arrivò nel 1934, quella volta furono i ratti che vennero messi a dieta. Ma prove empiricamente sostenibili dovettero aspettare gli ani ’80 per essere accolte nel dibattito scientifico. Tanto più che i topi di laboratorio messi a dieta vivevano di più ma non i topi liberi, non tenuti in cattività.

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