Dieta mediterranea allunga la vita, ma 58,5% degli italiani è obeso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2019 18:30 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019 18:30
Dieta mediterranea allunga la vita, ma 58,5% degli italiani è obeso

Dieta mediterranea allunga la vita (Foto archivio Ansa)

ROMA – Privilegiare nel proprio regime alimentare la frutta e la verdura, moderare invece il consumo di carne e latticini. E in ogni caso variare sempre alimentazione in base alle stagioni, preferendo cibi freschi e non troppo elaborati. Sono alcuni dei consigli di Fondazione Barilla (BCFN) per una dieta sana e sostenibile, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e a poche settimane dal 10° Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione, perché spiega in uno studio” il 58,5% degli italiani resta sovrappeso o obeso, mentre il 2,5% è malnutrito”. A correre i rischi maggiori sono soprattutto i giovani.

Gli italiani, sottolinea la Fondazione, “sono uno dei popoli più longevi al mondo (circa 83 anni) e con l’aspettativa di vita in salute maggiore (73 anni in media) e questo anche grazie alla Dieta Mediterranea. Questo elisir di lunga vita è merito anche di uno dei consumi di frutta e verdura tra i più alti d’Europa: l’85% degli italiani infatti consuma frutta ogni giorno (al primo posto in Europa) e l’80% ha inserito le verdure all’interno della propria dieta quotidiana (al terzo posto nel Vecchio Continente)”. Tuttavia il 58,5% degli italiani resta sovrappeso o obeso, mentre il 2,5% è malnutrito. A correre i rischi maggiori sono soprattutto i giovani.

“Il 2% dei bambini sotto i 5 anni soffre di disturbi della crescita, lo 0,7% è deperito (ha un peso troppo basso rispetto all’altezza) e lo 0,9% è sottopeso”, spiega BCFN. “Nella fascia 5-19 anni – aggiunge – predominano inoltre obesità e sovrappeso: ne soffrono circa 4 bambini su 10. Una condizione sfavorevole che si potrebbe perdurare anche nell’età adulta”. “Il connubio dieta non salutare-sedentarietà – conclude – deve far scattare un campanello d’allarme, visto che nel mondo questa concomitanza di fattori è diventata la principale causa di disabilità e morte, più dei danni causati dal fumo”. (Fonte Ansa).