Dieta Universale per preservare salute e pianeta: raddoppiare frutta e verdura, dimezzare carne

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 gennaio 2019 14:34 | Ultimo aggiornamento: 17 gennaio 2019 14:34
Dieta Universale per preservare salute e pianeta: raddoppiare frutta e verdura, dimezzare carne

Dieta Universale per preservare salute e pianeta: raddoppiare frutta e verdura, dimezzare carne

OSLO – Una dieta universale per preservare la nostra salute e quella del pianeta. E’ quella proposta oggi a Oslo da un team di 37 scienziati provenienti da 16 Paesi e pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet. Per salvare noi e la Terra, dicono gli esperti, occorre raddoppiare a livello globale i consumi di frutta, verdura, legumi e noci e ridurre di oltre il 50% quelli di zuccheri e carni rosse entro il 2050. Perché le cattive abitudini a tavola portano più alti rischi di ammalarsi, rispetto a tabacco, sesso non protetto e alcol messi insieme.

La commissione, finanziata dalla Fondazione Eat della coppia di miliardari norvegesi Petter e Gunhild Stordalen, riunisce autori considerati tra i massimi esperti di nutrizione e sostenibilità come il professore di Harvard Walter Willett e l’inventore del chilometro zero Tim Lang. L’obiettivo è piuttosto ambizioso: proporre una dieta sana universale di riferimento basata su criteri scientifici per nutrire in modo sostenibile una popolazione mondiale di 10 miliardi di persone, quanti saremo nel 2050, evitando al contempo fino a 11,6 milioni di morti l’anno dovuti a una cattiva alimentazione.

Uno dei riferimenti espliciti del gruppo di studiosi è la dieta Mediterranea nella versione frugale praticata in Grecia alla metà del secolo scorso. La dieta universale prevede l’assunzione di 2.500 chilocalorie al giorno che, in una gamma flessibile, si traducono in approssimativamente 230 grammi di cereali integrali, 500 di frutta e verdura, 250 di latticini, 14 di carni (bovine o suine o ovine), 29 di pollo, 13 di uova, 28 di pesce, 75 di legumi, 50 di noci, 31 di zuccheri (aggiunti e non). Condimento consigliato gli oli vegetali, extravergine di oliva o colza.

Oltre a cambiare i consumi, riducendo gli sprechi del 50%, gli autori del rapporto fissano obiettivi-limite nell’utilizzo di terra, acqua e nutrienti per la produzione agricola sostenibile. E indicano una grande varietà di aree di intervento per raggiungere questi risultati coinvolgendo governi, industrie e società, come ad esempio l’educazione e l’informazione, l’etichettatura, tasse sul cibo, il sostegno economico alla produzione di alimenti sani.

Ma secondo l’associazione europea dei trasformatori di carne (Clitravi), lo studio di Lancet secondo cui è necessaria una sensibile riduzione dei consumi di carne per nutrire il pianeta in modo sostenibile “ripropone vecchi argomenti anti-zootecnia” e “distorce dati a fini ideologici”. Lo studio della Commissione Eat-Lancet, si legge in una nota, tralascia per esempio l’impatto ambientale di altri settori: “Un volo di andata e ritorno da Roma a Bruxelles genera emissioni molto più elevate rispetto al consumo annuale di carne e salumi” di una persona. Una “dieta equilibrata e un regolare esercizio fisico possono fare la differenza”, chiude la nota, “speriamo che la Commissione Eat Lancet voglia tener conto di questo e di tutte le innovazioni su cui il settore sta investendo per ridurre l’impatto ambientale”.