Dimagrire grazie al caffè: scoperta una sostanza che aiuta a bruciare i grassi

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2019 17:12 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2019 17:12
Dimagrire grazie al caffè: scoperta una sostanza che aiuta a bruciare i grassi

Dimagrire grazie al caffè: scoperta una sostanza che aiuta a bruciare i grassi

ROMA – Se dimagrire fosse facile come bere una tazzina di caffè… E forse un po’ è così, in un certo senso. Secondo uno studio condotto presso l’università britannica di Nottingham e coordinato da Michael Symonds, infatti, all’interno del caffè potrebbe nascondersi una sostanza capace di attivare il tessuto che brucia i grassi, cioè il tessuto adiposo bruno che brucia le calorie.

Il probabile candidato è la caffeina, ma sono necessarie altre ricerche per individuare la dose precisa per ottenere l’efficacia della sostanza e l’eventuale associazione con altre molecole, sottolinea lo studio, pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

La ricerca è basata sull’analisi dell’effetto di sostanze come la caffeina su cellule staminali in grado di trasformarsi in cellule del tessuto adiposo bruno, oltre che sull’utilizzo di tecniche di diagnostica per immagini che permettono di visualizzare, attraverso camere termiche, la posizione e l’attività del tessuto stesso.

Il tessuto adiposo bruno, considerato inizialmente una caratteristica solo dei bambini e dei mammiferi che vanno in letargo è, invece, presente anche negli adulti, nei quali ha l’importante ruolo di riscaldare l’organismo bruciando calorie in risposta al freddo.

“Finora non era mai stato scoperto un modo efficace per stimolare l’attività del tessuto adiposo bruno. È la prima volta che osserviamo, grazie al caffè, un effetto diretto su questo tessuto”, ha spiegato Symonds. Secondo gli esperti, “nel caffè si nasconde quindi una sostanza simile alla caffeina che, da sola o insieme a quest’ultima, facilita il funzionamento di questo tessuto. Un’arma – ha concluso lo studioso – che potrebbe rivelarsi utile a contrastare l’obesità e alcune forme di diabete“. (Fonte: Ansa)