Disturbo alimentare è femmina: anoressia, bulimia, bigoressia, ortoressia. Il 95% dei colpiti è donna

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 marzo 2018 9:50 | Ultimo aggiornamento: 23 marzo 2018 9:51
Disturbo alimentare è femmina: anoressia, bulimia, bigoressia, ortoressia. Il 95% dei colpiti è donna

Disturbo alimentare è femmina: anoressia, bulimia, bigoressia, ortoressia. Il 95% dei colpiti è donna

ROMA – Anoressia, bulimia, bigoressia, ortoressia. Sono più di tre milioni gli italiani che soffrono di disturbi alimentari e il 95,9% delle persone ammalate è donna. L’impatto è tale che si parla di una vera e propria “epidemia sociale”.

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Sono fenomeni di cui si sente spesso parlare, ma sui quali c’è ancora confusione. L’anoressia nervosa, la più nota tra le malattie alimentari che causa ogni anno tremila decessi, ha una incidenza di almeno 8 nuovi casi ogni 100 mila persone tra le donne, mentre per gli uomini è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi.

Secondo l’Osservatorio del Ministero della Salute si è abbassata moltissimo l’età di esordio, si ammalano bambini anche di 8-10 anni, con conseguenze più gravi. Ma non sono rari gli esordi in età adulta quando, in una fase particolarmente cruciale o difficile, il soggetto può iniziare una dieta molto restrittiva che evolve in anoressia e in un iper-controllo sul cibo.

Gli effetti sono devastanti: depressione, limitazione della vita sociale e lavorativa, compromissione di apparati cardiaco e gastrointestinale, osteoporosi, morte per arresto cardiaco o suicidio.

In realtà, spiega la psichiatra Sara Bertelli al quotidiano la Stampa, “le forme classiche come anoressia e bulimia non sono in crescita: si allarga invece lo spettro del comportamento alimentare in senso lato”. Nell’epoca attuale sono in crescita disturbi legati all’immagine come la bigoressia, che è l’ossessione per i muscoli e la forma fisica. Ma anche l’ortoressia, che è l’ossessione per il cibo sano, dietetico, ipocalorico.

 

“Come la classica anoressia – spiega ancora la Dott. Bertelli – anche questi disturbi hanno un forte impatto sulla quotidianità. Chi ne soffre mette in atto risposte di evitamento delle situazioni conviviali che possono minacciare le proprie regole alimentari, come ad esempio una cena fuori, e dedica moltissimo tempo a pensare al cibo e all’alimentazione, cui attribuisce un enorme valore”.

I nuovi disturbi: Ortoressia e Bigoressia. Cosa sono

L’ortoressia è un’attenzione immoderata verso la qualità del cibo, che crea ossessione nel soggetto a seguire un nutrimento sano, evitando cibi ritenuti dannosi. Inoltre sviluppa l’ossessione verso la conoscenza nei singoli ingredienti presenti negli alimenti. Si evita tutto ciò che contiente pesticidi, zucchero, sale, coloranti artificiali e ingredienti geneticamente modificati. Una vera fissazione quindi verso il cibo naturale, dietetico, sano e del conteggio calorico.

La bigoressia è invece il contrario dell’anoressia nervosa. Chi ne soffre abusa di diete iperproteiche, anabolizzanti e di esercizio fisico, proprio per evitare un corpo inadeguato ed esile. Una fissazione quindi per la forma fisica e la formazione di muscoli.

Massimo Vincenzi, dell’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica, sottolinea come sia cambiata l’incidenza dei disturbi alimentari. Circa 20 anni fa colpivano 1 persona su 10, ad oggi invece il rapporto riguarda 1 su 4. “Mode culturali pericolose – spiega – focalizzate sull’aspetto fisico e su modelli alimentari ritenuti salutari costituiscono fattori di rischio rilevanti. Un attento lavoro multidisciplinare per consentire una diagnosi precoce del disturbo e del suo trattamento, accompagnato da campagne di prevenzione intensive ed estese, particolarmente nel mondo dello sport, costituiscono per la comunità scientifica un’esigenza prioritaria, non più prorogabile”.