Donne vivevano più degli uomini: differenza dimezzata, da 6 a 3 anni. E…

di Daniela Lauria
Pubblicato il 15 ottobre 2014 11:54 | Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2014 18:53
Donne vivevano più degli uomini: differenza dimezzata, da 6 a 3 anni. E...

Donne vivevano più degli uomini: differenza dimezzata, da 6 a 3 anni. E…

ROMA – Una volta le donne vivevano più degli uomini. Poi venne il progresso, l’emancipazione femminile, lo stress da lavoro, vizi e stravizi che prima erano esclusivo appannaggio degli uomini. E la parità di genere divenne pari-età. Il neologismo è di Enrico Franceschini che sul quotidiano la Repubblica mette insieme i dati di uno studio britannico condotto dall’Office for National Statistics che rileva come la vita delle donne si sia gradualmente accorciata negli ultimi trent’anni. A parità di stili di vita, il gap tra maschi e femmine si è dimezzato, da sei a 3,8 anni. E non è escluso che presto le parti si invertano.

Colpa di carrierismo e ritmi frenetici che, pare, uccidano le donne prima del tempo. Non a caso il sorpasso dei maschi sulle femmine è avvenuto a Chelsea, il quartiere londinese di banchieri e avvocati, dove gli uomini hanno raggiunto i 93 anni di età, superando di un lustro l’aspettativa di vita delle donne. E non si tratta di un caso isolato.

La tendenza, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, è evidente anche in Italia. Riporta Franceschini su Repubblica che nel Bel Paese le donne sopravvivono in media fino a quasi 85 anni, mentre gli uomini fino a 80. Ma nel giro di due anni, 2009-2011, la speranza di vita maschile è cresciuta di 8,5 mesi mentre quella femminile soltanto di sei. Così come accade nel resto del mondo:

Dal Giappone (la nazione dove le donne vivono di più: 87 anni) all’Islanda (quella in cui gli uomini vivono più a lungo: 81 anni), dalla Spagna alla Svizzera, da Singapore all’Australia, da Israele agli Usa, tutti paesi in testa alle classifiche sulla durata di vita, è un trend visibile nell’intero mondo industrializzato: il gap di longevità fra donne e uomini cala dappertutto.

La donna moderna, insomma, è più affaticata e stressata perché costretta a giostrarsi tra lavoro e famiglia. Ma è pure più viziosa, avendo acquisito col tempo familiarità con le cattive abitudini del viril sesso: fuma e beve di più, mentre l’uomo moderno ha imparato a prendersi maggiormente cura di sé. Mangia meglio, fa più attività fisica e in più ora condivide con la moglie lo stress del bread winner (portare a casa lo stipendio).

In sintesi, le donne che hanno lasciato la vita domestica, con le sue protezioni e i suoi ritmi più rassicuranti e salutari, si trovano a pagare un prezzo più alto in termini di salute. Ciò non vuol dire che debbano rinunciare alla loro emancipazione. Anzi, madre natura è comunque dalla loro parte: è scientificamente dimostrato che le donne sono meglio predisposte alla longevità dal punto di vista biologico, perché dotate di due cromosomi X e di telomeri (la parte terminale del cromosoma) più lunghi. Sarebbe però auspicabile che, come gli uomini, ritrovino il gusto di una vita sana e che le aspettative di vita di entrambi i sessi si equivalgano. E magari, un giorno non molto lontano, invecchiare insieme, felici e contenti.

 

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